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Paolo Scaroni: “Volevo andarmene dall’Italia”

Il tifoso bresciano, vittima di un violento pestaggio alla stazione di Verona sette anni fa, dopo la sentenza di assoluzione dei poliziotti imputati, voleva abbandonare il Paese.

(red.) Voleva lasciare l’Italia Paolo Scaroni, il tifoso del Brescia calcio picchiato alla stazione di Verona nel settembre di oltre sette anni fa.
Un’idea che lo ha sfiorato dopo la sentenza dello scorso 18 gennaio con la quale sono stati assolti gli otto poliziotti della Celere di Bologna, accusati di lesioni gravissime.
Scaroni, disabile al 100% a seguito del violento pestaggio, lo ha spiegato nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sua cascina di Castenedolo, quella in cui non è più in grado di lavorare. Il tifoso delle rondinelle ha ribadito con forza che, per quello che gli è accaduto non c’è un responsabile.
“Nessuno mi ha chiesto scusa”, ha detto, “nemmeno è stato proposto un risarcimento, che senso ha vivere in Italia?”. Parole amare che alla fine, però, hanno lasciato lo spazio ad una finestra di speranza, quella che non ha mai abbandonato il tifoso bresciano che ha deciso di restare per la famiglia e per l’affetto degli amici che in questi anni di battaglia non l’hanno mai abbandonato. In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, Scaroni ha lasciato trapelare la decisone di voler ricorrere in appello.
Intanto gli amici stanno organizzando diverse iniziative a sostegno di Paolo per tenere acceso il faro sulla sua vicenda. Tra queste un incontro pubblico dedicato alle vittime dello Stato e una manifestazione nazionale di tifosi nel Bresciano. In scaletta anche un film-documentario sul caso di Paolo, ma, per il momento, mancano produttori interessati a finanziare il progetto.

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