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Evasi a Parma, un salto con i manici di scopa

I due albanesi fuggiti sabato dal carcere di Parma avrebbero superato il muro di cinta di via Burla utilizzando bastoni delle scope legati con etichette adesive.

(red.) Ancora nessuna traccia dei due detenuti albanesi evasi all’alba di sabato dal carcere di via Burla a Parma.
I due, dopo aver segato le sbarre della propria cella con le lamette di alcuni tagliaunghie ed essersi calati con delle lenzuola, hanno poi scavalcato il muro di cinta e la recinzione esterna. Valentin Frrokaj e Taulant Toma, rispettivamente di 35 e 29 anni, sembrano svaniti nel nulla.
Avvistati verso le 6,30  di sabato nell’area di servizio di Cortile San Martino, sull’A1, dove i due avrebbero anche fatto colazione, forse in attesa di un complice, i due fuggiashi sono ricercati in tutta Italia.Sulle loro tracce anche gli uomini del Nic, il Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria, che si occupa in modo particolare di dare la caccia ai detenuti evasi.
I due albanesi, per scavalcare il muro di cinta, avrebbero utilizzato un lungo palo, un’asta di legno realizzata unendo una serie di manici di scopa, fissati gli uni agli altri utilizzando filo di ferro e forse anche etichette adesive staccate da bottiglie di plastica. L’attrezzo è stato rinvenuto infatti nei pressi della casa circondariale emiliana.
Frrokaj, condannato all’ ergastolo per l’omicidio di un connazionale nel 2007 al Parco Gallo di Brescia, era considerato una sorta di ras della sezione penitenziaria.

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