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Los Roques, il pilota aveva l’idoneità al volo

Si infittisce il giallo sulla scomparsa del velivolo con 4 italiani a bordo. Secondo "Chi l'ha visto?", Marchan era autorizzato a volare fino al 30 maggio 2013.

(red.) Il pilota dell’aereo scomparso a Los Roques il 4 gennaio nel tragitto dall’isola di Gran Roques a Caracas con a bordo 4 italiani tra cui i coniugi bresciani Guido Foresti ed Elda Scalvenzi e Vittorio Missoni e la moglie aveva l’idoneità psicofisica al volo.
È quanto avrebbe scoperto Chi l’ha visto?, la trasmissione in onda mercoledì su Rai Tre.
L’inviato del programma in Venezuela ha trovato il documento che attesta l’idoneità al volo di Hernan Marchan, il 72 pilota del velivolo, valido fino al 30 maggio 2013. Questo contrasta con quanto rivelato dall’Agenzia Italiana per la Sicurezza in volo. L’Ansv aveva accertato che il documento era scaduto il 30 novembre 2012 e che il comandante del velivolo non avrebbe potuto volare. La stessa agenzia aveva confermato che, pur avendo superato i 65 anni di età, il limite massimo stabilito a livello internazionale per i piloti, Marchan era abilitato a volare all’interno dello spazio aereo del paese sudamericano in base alla sua licenza.
La compagnia area, sempre secondo L’Ansv, non aveva ancora il regolare certificato di operatore aereo. In onda nella puntata di mercoledì sera anche un’intervista ad un turista che, qualche giorno prima della scomparsa del velivolo con a bordo quattro connazionali, aveva viaggiato sullo stesso bimotore guidato dai medesimi piloti.
Si tratta di Eugenio Zanzi, esperto di aeromobili e responsabile di una ditta, la Biofly, che si occupa di strumenti tecnici per il volo.
L’aereo, secondo la sua testimonianza, era obsoleto, ma in condizioni discrete e sicuro, a parte la cerniera di un motore che vibrava troppo.
A bordo due moderni Gps. Anche il giudizio espresso sul comandante 72enne e sull’aiutante è positivo, entrambi vengono definiti competenti.
Secondo l’intervistato, l’aereo non potrebbe essere caduto all’improvviso, “a sasso”, in quanto dotato di due motori e del doppione di tutte le strumentazioni di bordo che si sarebbero, quindi, secondo l’ipotesi di un incidente, danneggiati contemporaneamente. Eventualità che viene definita poco probabile. Nota negativa rilevata invece per quanto concerne il check-in dei passeggeri, praticamente nullo. Chiunque, è stato spiegato, avrebbe potuto salire sull ‘aereo e nessuno, nemmeno il pilota, gli avrebbe chiesto le generalità.
La puntata della trasmissione condotta da Federica Sciarelli ha rimarcato l’aspetto “misterioso” della scomparsa del bimotore e sottolineato anche il giallo sui telefonini dei passeggeri che, a distanza di due giorni dalla scomparsa dell’aereo, suonavano ancora. Difficile che potessero trovarsi nelle profondità dell’oceano.

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