Brescia, arrestato l’omicida di via Cefalonia

In manette per la morte di Oleksiy Kurasov, 65enne ucraino ucciso a coltellate giovedì sera, un connazionale di 45 anni, Viktor Chobotar. L'uomo avrebbe agito per vendetta.

(red.) E’ in stato di fermo l’ omicida di Oleksiy Kurasov, il 65enne ucraino ucciso a coltellate nella serata di giovedì nei giardinetti tra via Cefalonia e via Rizzo a Brescia.
All’uomo la squadra Mobile di Brescia è arrivata dopo poche ore di indagini: in manette è finito Viktor Chobotar, 45 anni, connazionale della vittima, rintracciato dalla polizia venerdì mattina alle 7,30, mentre in stato di evidente alterazione alcolica era seduto su una panchina in via Milano.
Lo straniero non ha opposto resistenza all’arresto e, all’arrivo in questura, ha confessato di essere l’autore del brutale assassinio.
Per l’uomo il capo d’accusa è quello di omicidio volontario premeditato: Viktor Chobotar ha infatti ammesso di aver ucciso Oleksiy Kurasov per vendicarsi.
Il 45enne avrebbe cercato la sua vittima proprio a Brescia Due, l’avrebbe inseguita e colpita con un coltello da cucina, abbandonandola, agonizzante, dietro un cassonetto dove poi il 65enne è stato soccorso dagli operatori del 118, allertati da una donna che aveva assistito alla aggressione.
La atroce vendetta sarebbe maturata in un contesto di degrado: Chobotar, clandestino, voleva farla pagare al 65enne Oleksiy, che, in Italia con regolare permesso di soggiorno, viveva affittando posti letto al Carmine (150 euro al mese per una stanza da cinque posti letto) e aveva sfrattato la fidanzata del 45enne perché beveva e creava problemi.
Chobotar, nel 2009, era stato arrestato e espulso per aver picchiato uno straniero per rapinarlo della coperta. Dal nostro Paese non si era però mai allontanato, vivendo di piccoli espedienti.
Giovedì sera l’uomo si è recato davanti al supermercato Simply di via Rizzo, sapendo di trovare il connazionale. Lì ha messo in atto la sua personale vendetta. Quindi si è allontanato, senza però fare rientro nell’appartamento al Carmine e dormendo invece su una panchina vicina al cimitero Vantiniano. Proprio in via Milano la polizia lo ha rintracciato e fermato.

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