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Chopard, assedio svizzero alla Mille Miglia?

L'azienda, sponsor della gara, ha acquistato un'intera pagina su due quotidiani italiani per "suggerire" cosa fare al ministro Gnudi e all'Aci sul commissariamento ente.

(red.) Una pagina  a pagamento su Repubblica per ribadire di essere sponsor dall’evento Mille Miglia da un ventennio “condividendone i valori di tradizione e di sportività e apprezzandone l’italianità”.
Lo ha fatto la casa di orologi svizzera Chopard, intervenendo direttamente, e poco velatamente, nel caso Aci Brescia (commissariata) e sul futuro della “corsa più bella del mondo”.
Anche quiBrescia.it aveva riportato, quasi integralmente, il testo dell’accorato appello con cui l’azienda elvetica dichiara che “non vi è mai stato né vi è tuttora alcun interesse, né alcuna esperienza, né alcuna ambizione da parte di Chopard ad organizzare, controllare o gestire l’evento Mille Miglia in Svizzera o altrove”. Non solo, viene rimarcato che “Chopard ha collaborato in totale trasparenza e fiducia, per oltre 20 anni, con AC Brescia, nelle persone dei commissari, dei presidenti e delle compagini che via via si sono succedute”.
Sul commissariamento dell’ente bresciano (alla cui guida vi è ora un commissario bis, dopo l’addio dell’ex prefetto Vincenzo Grimaldi), l’amministratore delegato di Chopard Italia, Davide Traxler, ha commentato che l’auspicio è quello che “il Ministro Gnudi recepisca la relazione del commissario Grimaldi, prendendo altresì atto di quanto ha già avuto modi di affermare lo stesso Tar di Brescia, circa l’inopportunità del commissariamento di AC Brescia, evitando derive clientelari e forzature politiche evocate da alcune parti interessate (…)”.
Secondo quanto riferisce il sito Dagospia, da sempre molto attento alle vicende dell’ente bresciano e della gara automobilistica, si tratterebbe di una vera e propria ingerenza nell’affare Mille Miglia. Come si legge sul giornale on line, “un’azienda straniera compra una pagina intera su uno dei due principali quotidiani italiani. Per pubblicizzare i suoi prodotti? Nossignori. Spende qualche decina di migliaia di euro per dire a un Ministro della Repubblica italiana e a un importante Ente Pubblico cosa devono fare e non fare”.
Ma perché un’azienda svizzera interverrebbe in modo così netto in questa vicenda? “Perché”, si legge ancora su Dagospia, “Chopard è sponsor da vent’anni della Mille Miglia. Anzi, sul marchio Mille Miglia ha costruito buona parte del suo marketing, registrandolo in mezzo mondo creando così un danno non da poco all’AC Brescia. E con il presidente commissariato, Aldo Bonomi, avrebbe sottoscritto un accordo tenuto segreto che, come ha detto ai magistrati l’ex direttore dell’AC Brescia, Ungaretti, neanche aveva mandato di fare”.
Come ha scritto La Repubblica, “Bonomi è accusato di aver svenduto il marchio Mille Miglia ai gioiellieri svizzeri Chopard”. “Per Bonomi”, prosegue il giornale, “la “corsa più bella del mondo” dovrebbe essere gestita da quest’anno da una società dell’AC Brescia, la 1000 Miglia srl, mentre la gestione degli ultimi cinque anni era stata assegnata con una gara. Insomma a un’azienda in house che nasce nel momento in cui, con la spending review, le società di questo tipo vengono chiuse”.
Presidente della 1000 Miglia srl viene nominato Robero Gaburri, “ovvero il vice”, viene sottolineato, “anche lui commissariato, di Bonomi. E guarda caso due giorni dopo il commissariamento (quindi con un atto nullo), il Consiglio Direttivo dell’AC Brescia trasferisce il marchio Mille Miglia da AC Brescia a 1000 Miglia srl, senza che vi sia alcuna traccia del verbale di questo consiglio sul sito dell’AC Brescia”.
“Un giochino” come lo definisce il sito di informazione, “che rischia di saltare con il commissariamento dell’ente”.
Ecco, spiegato, quindi, l’intervento a gamba tesa della Chopard che, con la pagina a pagamento ed i “suggerimenti” espressi, dimostrerebbe di non essere “solo uno sponsor”.
Intanto, questo mercoledì, il Tar di Brescia si riunisce in camera di consiglio sulla vicenda Aci Brescia aesaminando  i “motivi aggiunti” che l´avvocato Francesco Onofri ha notificato nelle scorse settimane sul provvedimento del ministro Piero Gnudi che ha decretato il prosieguo del commissariamento dell’ente.

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