Dalle ‘Bestie di Satana’ alla laurea a S. Giulia

Elisabetta Ballarin, 27 anni, condannata a 22 anni di carcere per concorso nell'omicidio di Mariangela Pezzotta, si è laureata a Brescia con 110 e lode.

(red.) Il 22 febbraio era stata investita in bicicletta mentre rientrava al carcere di Verziano a Brescia dove è detenuta perché condannata a scontare 22 anni per il concorso nell’omicidio di Mariangela Pezzotta, una delle vittime delle cosiddette “Bestie di Satana”.
Dopo alcuni mesi di cure e di riabilitazione, la paura per l’incidente è alle spalle e per Elisabetta Ballarin è arrivato un importante traguardo personale, ovvero la laurea all’ Accademia di Santa Giulia con una tesi su “Educare all’arte. La didattica museale incontra il privato alla Galleria Arei”. Votazione finale: 110 e lode.
Ad assistere alla discussione della tesi della ragazza, familiari e conoscenti ma anche la direttrice della casa circondariale bresciana Francesca Paola Lucrezi.
La giovane, 27 anni, diplomata la linguistico a Busto Arsizio, deve scontare ancora nove anni della condanna definitiva.
Ora, dopo la laurea breve, Ballarin progetta di conseguire anche il titolo specialistico e, nel futuro, anche un lavoro, dopo avere saldato il suo debito con la giustizia.
La magistratura, con sentenza della Corte di cassazione pronunciata nel 2007, ha ritenuto i membri della setta responsabili degli omicidi di Mariangela Pezzotta, Chiara Marino, Fabio Tollis e del relativo occultamento di cadavere; del suicidio indotto di Andrea Bontade e di altri giovani che avevano rapporti con l’organizzazione.
Elisabetta Ballarin, ex fidanzata di Andrea Volpe,uno dei componenti del gruppo santanista, venne arrestata a seguito delle indagini sulla morte della giovane Mariangela Pezzotta, ex compagna di Volpe, che, dopo un litigio, le saprò un colpo di pistola e quindi la finì a colpi di badile, con l’aiuto di Nicola Sapone (che gli aveva commissionato il delitto perché la giovane conosceva troppi dettagli sulla scomparsa di Fabio Tollis e Chiara Marino, due ex membri della setta, dei quali si persero le tracce nel gennaio 1998).
La Ballarin cercò di sbarazzarsi dell’auto della vittima, ma, sotto l’effetto di droghe, finì con l’auto contro un muretto. In preda ad un malore, la giovane venne portata in un parcheggio poco distante dal fidanzato che chiamò i soccorsi. I carabinieri compresero che la versione fornita dai due ragazzi sull’incidente non reggeva e da lì emersero i primi tasselli che poi andarono a ricostruire la tragica vicenda e a scoprire anche gli altri delitti attribuiti alle “Bestie di Satana”.

 

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