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Franciacorta, torna l’ombra dell’aviaria

Seimila capi sotto osservazione in un allevamento a Paderno. Sono risultati positivi al virus H5N2. Altri casi sospetti a Rovato e Cazzago. Nessun rischio per l'uomo.

(red.) Torna a fare paura l’aviaria nel Bresciano, a tre anni dall’ultima epidemia, a Paderno Franciacorta, alcuni capi di un allevamento di tacchini sono risultati positivi al test per il virus influenzale H5N2. Altri casi sono emersi, sempre in Franciacorta, a  Rodengo e Cazzago.
I circa 6 mila capi colpiti dall’influenza aviaria a Paderno sono tenuti in osservazione dall’Asl.
Nel caso in cui il virus non dovesse subire alcuna mutazione i tacchini verranno portati a fine a ciclo, macellati e messi in vendita. La carne di animali reduci dall’influenza aviaria può essere infatti consumata senza pericolo. Diversamente, verranno abbattuti.
A Cazzago e Rodengo sono ancora in corso i prelievi sugli animali, ma è scattata intanto la profilassi veterinaria, secondo il protocollo consueto. Attorno alla zona è in vigore la cosiddetta “zona di restrizione” estesa per circa un chilometro, che prevede anche analisi del sangue sugli esemplari presenti nell’allevamento.
Controlli veterinari anche sulla fauna selvatica e in tutti gli allevamenti avicoli nel raggio di dieci km.

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