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Cure con staminali, martedì si torna in aula

Nella prima udienza, che si è svolta il 22 agosto, il giudice aveva stabilito che, in attesa del pronunciamento definitivo, la piccola Celeste potesse riprendere la terapia.

(red.) Si torna in aula martedì a Venezia, davanti al giudice del lavoro Margherita Bortolaso, per la seconda udienza per il caso di Maria Celeste, la bimba di due anni malata di atrofia muscolare spinale, curata a Brescia.
Il padre della piccola, Gianpaolo Carrer, si era rivolto alla giustizia contro il Civile di Brescia per chiedere che la figlia potesse riprendere la cura a base di cellule staminali adulte prelevate dalla madre che era stata interrotta nel maggio scorso dall’Aifa.
Nel corso della prima udienza che si è svolta il 22 agosto il giudice aveva stabilito che, in attesa del pronunciamento definitivo, la bimba potesse riprendere la terapia sperimentale perché in quotidiano pericolo di vita. Prima di decidere Bortolaso aveva chiesto ulteriore documentazione sul caso all’Aifa e al Civile.
Dopo la ripresa delle cure, avvenuta venerdì scorso, la famiglia, assistita dall’avvocato Dario Bianchini, aveva annunciato di voler restare in silenzio in attesa della sentenza. Attualmente la bimba è stata dimessa ed è a casa con i genitori.

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