Quantcast

Staminali, martedì l’udienza dal giudice

Dovrà decidere sulla ripresa delle cure per 14 pazienti con le cellule staminali all'Ospedale Civile, bloccate a maggio per un'indagine del Tribunale di Torino.


(red.) E’ fissata per martedì 21 agosto l’udienza davanti al giudice del lavoro di Venezia che dovrà decidere sulla ripresa delle cure con cellule staminali erogate dal Civile di Brescia.
Davanti al giudice compariranno i genitori di Celeste, una bambina malata di atrofia muscolare sin dalla nascita, in cura a Brescia. Insieme a Irccs Bruno Garofalo di Trieste, l’ospedale bresciano è l’unico in Italia a fornire questo tipo di terapia. In cura, oltre alla bambina, ci sono altri 13 pazienti.
Alla nascita, l’aspettativa di vita, per Celeste, era di 18 mesi. Ora, invece, ha compiuto i due anni. La terapia sperimentale  ha evitato che la paralisi dei muscoli degenerasse e le togliesse la capacità di respirare. Inoltre, la piccola avrebbe anche recuperato l’uso di braccia e gambe. Da maggio 2012, però, le iniezioni sono state bloccate, da quando cioè il tribunale di Torino ha avviato un’indagine sull’ospedale di Brescia e la Onlus Stamina Foundation. I carabinieri del Nas hanno ispezionato i laboratori dell’ospedale e l’Agenzia del farmaco ha bloccato “con decorrenza immediata prelievi, trasporti manipolazioni, colture, stoccaggi e somministrazioni di cellule umane presso la struttura”.
Da qui la decisione dei genitori di Celeste di fare ricorso, perché la bambina e per gli altri 13 pazienti possano continuare a ricevere le cure con le staminali.
Intanto, la Procura della Repubblica di Torino ha chiuso le indagini preliminari sulle attività della onlus Stamina Foundation. Somministrazione di farmaci imperfetti, pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione per delinquere sono i reati ipotizzati.
Nell’inchiesta, avviata circa tre anni fa e coordinata dal pm Raffaele Guariniello, sono indagate 13 persone, fra le quali alcuni medici e il presidente della Stamina Foundation, Davide Vannoni, di 42 anni.
La Procura di Torino ipotizza che le terapie collegate alla Stamina Foundation, alle quali sono state sottoposte alcune decine di pazienti, non siano rispondenti alle norme di tutela e garanzia della salute pubblica. Inoltre, i pm ipotizzano che ciascun paziente abbia versato alla Stamina Foundation somme di denaro fra i 30.000 e i 50.000 euro. Alcuni dei pazienti hanno presentato esposti-denuncia alla magistratura.

 

 

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.