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L’Aci Brescia resta commissariata

Fallito il tentativo dell'ex presidente Bonomi di rientrare alla guida dell'ente. Ora spetta al commissario Grimaldi pensare alla gestione della prossima Mille Miglia.

(red.) L’Aci Brescia resta commissariata. Nonostante i presunti tentativi da parte del presidente “spodestato” Aldo Bonomi di rientrare alla guida dell’ente, come riportato anche dal nostro quotidiano nei giorni scorsi, la struttura resta ora saldamente nelle mani dell’ex prefetto Vincenzo Grimaldi, giunto in città proprio l’altro giorno per una prima visita in via Ferrari. A lui, oramai è certo, spetterà anche il compito di gestire la prossima edizione della Mille Miglia.
Nonostante una lettera in cui il ministro Piero Gnudi chiedeva all’Aci Italia di ritornare sui suoi passi, l’auspicato (dall’oramai ex presidente Bonomi) ripensamento non c’è stato e a Roma, con cinque voti favorevoli e nove contrari, il Consiglio Generale dell’Aci, ha bocciato la richiesta.
Intanto i componenti del Consiglio Direttivo dell’Automobile Club di Brescia hanno fatto sapere, in modo lapidario, di rimettersi “alle decisioni dell’autorità ministeriale competente”. Un “obbedisco” che fa pensare che l’ente stia tentando forse un’altra strada per uscire dall’impasse, magari ricorrendo al Tar contro la decisione dei colleghi romani.
Fatto è che, ora come ora, gli occhi sono puntati soprattutto alla prossima edizione della “corsa più bella del mondo”, una manifestazione attorno cui ruotano prestigio e grandi interessi economici, anche da parte di aziende estere sospettate di voler “mettere le mani” sul gioiello bresciano. E’ quanto si profila sul contratto (segretissimo) stilato da Bonomi con la casa svizzera di orologi Chopard per lo sfruttamento del marchio Mille Miglia. Un accordo che ha suscitato più di un maldipancia in seno all’ente ed oggetto anche di un esposto alla Procura della Repubblica di Brescia da parte dell’ex direttore dell’Aci, Giorgio Ungaretti.

 

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