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Denunciati i “truffatori dello specchietto”

Due nomadi di 26 e 27 anni avevano cercato di spillare soldi ad un automobilista simulando un danno alla loro auto provocato dall'urto di uno specchietto.

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(red.) Il trucchetto, collaudato, consisteva nel fingere un danno sulla carrozzeria della propria auto provocato dal tocco di uno specchietto di un altro mezzo in transito.
Un raggiro già “rodato” negli ambienti dei truffatori, ma che comunque andava spesso a buon fine anche per “l’effetto sorpresa” sulla vittima, invitata a non seguire la prassi classica della denuncia dell’incidente all’assicurazione, ma “a mettersi d’accordo” per un risarcimento lampo in loco e cash, ovviamente.
Ma non tutti gli automobilisti ci sono cascati e così, da una serie di segnalazioni giunte ai carabinieri  della Valsabbia e del Garda sono scattate le indagini nel Bresciano. Dall’attività investigativa gli uomini dell’Arma sono riusciti ad identificare i due “truffatori dello specchietto”. Si tratta di nomadi italiani, denunciati per tentata truffa.
Determinante la precisa e dettagliata descrizione da parte di un automobilista di Anfo che, avvicinato con l’espediente del danno da una Alfa Romeo 147 blu con a bordo due uomini che gli chiedevano il pagamento della sistemazione della carrozzeria, non solo ha rifiutato le insistenti richieste dei nomadi, ma è riuscito anche a prendere la targa della loro vettura.
Nei guai sono finiti una coppia di nomadi che vivono a Siracusa: R.A. di 26 anni e B.G. di 27.

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