Caccia all’evaso scalzo, dal giudice i due complici

Ancora senza esito le ricerche del 24enne kosovaro fuggito domenica dal carcere di Canton Mombello. Gli altri due compagni sentiti in tribunale.

(red.) E’ fuggito scalzo, lasciando le scarpe ai piedi della cinta muraria del carcere. Questo è un altro particolare della clamorosa evasione messa in atto domenica da Fathmir Gashi, kosovaro di 24 anni, dal carcere di Canton Mombello per scontare una condanna per alcune rapine commesse nell’Ovest Bresciano.
Le ricerche dell’uomo sono ancora in corso, ma lo straniero sembra essere scomparso nel nulla.
Diramata la foto segnaletica anche a posti di frontiera, aeroporti, stazioni, ma del fuggiasco nemmeno l’ombra.
Intanto gli altri due detenuti che hanno tentato, non riuscendovi, la fuga con lui sono stati sentiti in tribunale, ma il loro arresto per tentata evasione non è stato convalidato e saranno quindi processati per direttissima.
Si tratta dell’albanese Iulian Dauti, 37 anni, domiciliato a Sarnico, finito in carcere per una rapina in villa nel Vicentino e poi raggiunto in carcere da un mandato di cattura europeo per aver sequestrato e torturato l’uomo che aveva ucciso suo cugino, in patria, e di Arben Rrezja, 23 anni, kosovaro, facente parte della banda di rapinatori dello stesso evaso.
Il 23enne ha dichiarato che non sarebbe esistito un piano di fuga. Una versione difficilmente credibile data la presenza di una corda realizzata con alcuni lacci utilizzati in cucina e la scelta del momento in cui i due erano in cortile per l’ora d’aria, mentre il fuggiasco era uscito dalla cucina per svuotare l’immondizia, approfittando di un momento in cui sulle torrette di controllo non vi era nessuno.
Nella giornata di lunedì ha fatto visita alla casa circondariale cittadina Roberto Santini, segretario nazionale del sindacato di polizia penitenziaria Sinappe che ha incontrato la direttrice del carcere, il comandante della polizia penitenziaria, e l´agente che era addetto al controllo del detenuto poi evaso. Il sindacalista ha sottolineato le carenze d’organico e anche strutturali, rilevando come il sistema d’allarme nel punto in cui è avvenuta l´evasione non funzioni. La causa? La mancata manutenzione legata alla mancanza di risorse, un problema diffuso e cronico nelle strutture carcerarie nazionali.

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