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Il comune di Anfo si costituisce parte civile

E paga gli avvocati ai genitori dei bambini vittime dei presunti maltrattamenti da parte della maestra Laura P., 52 anni, arrestata dai carabinieri venerdì scorso.

(red.) Il comune di Anfo (Brescia) ha deciso di costituirsi parte civile e di pagare gli avvocati alle famiglie dei bambini vittime dei presunti maltrattamenti da parte della maestra 52enne di Mazzano, Laura P., arrestata venerdì dai carabinieri di Salò ed Idro con la pesantissima accusa di violenze sui piccoli alunni della scuola materna in cui la donna prestava servizio come insegnante da settembre.
Gli episodi contestati alla maestra, una decina in tutto, sono stati registrate da telecamere nascoste e da cimici posizionate dagli investigatori che hanno raccolto la denuncia presentata da un altro dipendente della struttura.
La scuola intanto resta chiusa fino a mercoledì, con la “provvidenziale” rottura di una caldaia, e, al rientro, i bambini troveranno nuove maestre.
Lunedì sera il primo cittadino ha convocato i genitori dei 16 bambini della scuola materna. I genitori, increduli e sotto choc, non riescono a capacitarsi dell’accaduto ed ora vanno in cerca di segnali non colti dagli atteggiamenti dei loro figli. Ma ancora molto c’è da dipanare in questa storia delicatissima, in cui sono soprattutto da tutelare i più piccoli.
Intanto la maestra Laura è tornata a casa, il gip Maria Borio, dopo l’udienza di convalida, ha disposto per la donna gli arresti domiciliari per il pericolo di inquinamento delle prove, con relative restrizioni.
La 52enne, difesa dall’avvocato Giuliana Ruggeri, ha cercato di fornire la propria versione dei fatti davanti alle gravi contestazioni, prima di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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