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Cadavere nella valigia, il denaro è il movente?

Sembra che Bhupinder Singh, il 34enne ucciso in via Cremona, avesse con sè alcune migliaia di euro e fosse in partenza per l'India per il matrimonio di una sorella.

(red.) Forse non c’è solo l’alcol come “movente” del delitto di Bhupinder Singh, il 34enne indiano trovato morto in una valigia nell’androne di un palazzo in via Cremona a Brescia.
Potrebbero invece essere i soldi, parecchi soldi, almeno una decina di migliaia di euro, all’origine del cruento omicidio scoperto lunedì all’alba.
Il 34enne indiano che, saltuariamente, veniva ospitato nell’appartamento al quarto piano del civico 64/A doveva avere con sé diverse migliaia di euro, almeno 10mila.
L’uomo, che sembra lavorasse come muratore, aveva racimolato e risparmiato quei soldi per portarli in India dove avrebbe dovuto partecipare al matrimonio di una sorella.
Gli inquirenti hanno infatti scoperto che sarebbe dovuto partire solo un paio di giorni dopo il delitto, in compagnia del cognato, marito di un’altra sorella, che, dalla Germania, era giunto a Brescia per fare il viaggio con lui.
Che Bhupinder avesse risparmiato quella somma è emerso grazie alle informazioni trapelate dalla comunità indiana del Bresciano. Il 34enne, di professione carpentiere, si spostava nei diversi cantieri della provincia utilizzando i mezzi pubblici, come testimonia il tesserino dell’abbonamento rinvenuto nella tasca dei suoi pantaloni, all’interno del portafoglio.
Il 34enne avrebbe quindi, magari sotto l’euforia causata da qualche bicchiere di troppo, rivelato di avere con sé quel denaro e suscitato quindi, tra gli altri connazionali che occupavano l’abitazione (risultata intestata d un 39enne che al momento dei fatti era nel Milanese), brama di possesso.
Una pista battuta dagli investigatori che stanno ancora procedendo negli interrogatori di diversi indiani e che invieranno al Ris di Parma il materiale repertato nell’appartamento in cui è avvenuto l’efferato delitto (a colpi di stiletto e mannaia, come ha rivelato l’autopsia effettuata mercoledì) per riuscire a risalire al Dna delle persone presenti in casa, almeno cinque, tutte di nazionalità indiana, secondo quanto riferito anche dagli altri condomini.

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