Burundi, ergastolo ai due assassini di Kiremba

Per i due giovani di 20 e 24 anni, autori della rapina alle Casa delle Ancelle della Carità, condanna lampo per la morte di suor Lucrezia e del volontario veronese.

(red.) Un processo lampo e senza avvocati. Così sono stati condannati all’ergastolo i due giovani del Burundi accusati di aver ucciso il volontario italiano, Francesco Bazzani, e una suora croata, Lukrecija Mamic, durante una rapina nella casa missionaria Ancelle della Carità, a Kiremba, nel sud-ovest del paese africano.
Nell’agguato, avvenuto lunedì scorso, è rimasta ferita anche una religiosa italiana, suor Carla Brianza, già rientrata in Italia.
In meno di quattro giorni, i due assassini, di 20 e 24 anni ma ancora liceali, sono stati riconosciuti colpevoli di omicidio, furto aggravato, sequestro, aggressioni e ferite, detenzione illegale di armi e associazione a delinquere.
Il procuratore di Ngozi (nel nord del Burundi), Isidore Ntakarutimana, si è detto soddisfatto per la sentenza di condanna: la procedura lampo del processo, ha poi spiegato, era dovuta ”all’urgenza di fornire la verità alla comunità internazionale e per mettere a tacere le voci di una nascente ribellione” nel Paese.
Secondo la ricostruzione fornita nei giorni scorsi dal Nunzio apostolico in Burundi, mons. Franco Coppola, dopo l’irruzione nel convento i due ragazzi sono scappati con un’auto delle suore, sequestrando Bazzani e suor Brianza per poi abbandonarli dopo uno scontro a fuoco della polizia. Nella sparatoria uno degli assalitori è rimasto ferito a sua volta a una gamba. A bordo della vettura abbandonata, insieme al corpo senza vita di Bazzani e alla suora ferita, la polizia ha trovato anche i 4000 euro che erano stati rubati alla missione.
Il volontario italiano aveva 59 anni ed era originario di Cerea, un grosso comune del veronese. In Burundi, dove viveva con la compagna Lucilla Volta, era arrivato nel gennaio del 2010 come volontario dell’Ascom, l’associazione per la cooperazione missionaria, con sede a Legnago.
Secondo quanto riferito dal presidente della onlus, Giovanni Gobbi, Bazzani è morto per un colpo di fucile al bacino. La sua salma, così come quella della suora croata, è rientrata ieri in Italia.
Anche suor Brianza, originaria di Pontoglio nel bresciano, è tornata a Brescia dove, dopo un primo intervento chirurgico d’emergenza subito in Burundi, dovrà di nuovo essere operata alle mani.

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