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Due fermi per l’omicidio in Maddalena

Si tratterebbe di due piccoli imprenditori italiani. Uno di questi è anche ex militare dell'Arma. I provvedimenti sono stati disposti dal pm Ambrogio Cassiani.

(red.) Ci sono i primi due fermi nell’ambito dell’inchiesta sul giallo dei due corpi privi di vita ritrovati lo scorso 15 ottobre sul monte Maddalena, a Brescia.
I fermati sarebbero due piccoli imprenditori bresciani: uno di questi è un ex militare dell’Arma dei carabinieri. I provvedimenti sono stati disposti dal pm titolare dell’inchiesta, Ambrogio Cassiani. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma è trapelato comunque il nome di uno dei due indagati. Si tratterebbe del 37enne bresciano Luca Cerubini, guardia privata per la Golden Lady di Castiglione delle Stiviere, ma fino alla primavera di cinque anni fa  in servizio al Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Brescia.
L’ex appuntato si congedò dall’Arma dopo la sentenza di primo grado e la condanna per lesioni al termine di un processo che lo vedeva imputato, insieme ad altri tre militari, anche per tentato omicidio e falso nella vicenda dell’arresto di Giuseppe Guarneri, pluripregiudicato bresciano che fuggì a bordo di un’auto rubata, venne fermato dopo un inseguimento e arrestato in circostanze particolarmente violente.
Non soltanto, Cerubini depositò una denuncia contro l’allora sindaco di Montichiari Gianantonio Rosa per abuso d’ufficio. L’ex militare contestava al primo cittadino il rifiuto da parte di Rosa di celebrare le nozze tra il 37enne e una ragazza romena. Il sindaco venne assolto dall’accusa con formula piena.
Ancora ignote invece le generalità del secondo fermato che sarebbe comunque un bresciano.
I due cadaveri erano stati identificati grazie alla scheda sim ritrovata sulla scena di quello che ha tutti i contorni di un duplice omicidio. Si tratta di due imprenditori macedoni, arrivati a Brescia lo scorso 23 giugno e subito scomparsi: Hristo Uzunov, di 42 anni, e Ekrem Salia, di 45.
I due uomini d’affari, giunti con un volo da Tirana in Italia avevano prenotato una notte in un albergo di Brescia, nella zona della stazione. Dopo avere pagato il pernottamento e depositato le valigie in stanza però non vi avevano mai fatto rientro.
Dalla segnalazione giunta dall’ex titolare della struttura ricettiva che aveva segnalato alla questura la presenza dei bagagli mai ritirati, si era giunti così all’identificazioen dei due cadaveri rinvenuti il 15 ottobre su un tornante del monte bresciano e a dare così un nome ai resti dei due uomini. Nei giorni scorsi poi alcuni parenti delle due vittime si sono recati in Italia per fornire materiale biologico per gli esami del Dna.
Tra i loro effetti personali la polizia ha ritrovato il progetto di un centro commerciale da costruire a Skopje, capitale della Repubblica di Macedonia.

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