Asl, “troppo cloro nella piscina di via Rodi”

I gestori dell'impianto sono stati sanzionati. Dei fatti è stata avvisata anche la Procura di Brescia. Le persone intossicate si sono riprese alla svelta.

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(red.) Sarebbe stata l’eccessiva concentrazione di cloro la causa dei malori nella piscina di Lamarmora, in via Rodi, a Brescia. Lo ha spiegato un comunicato stampa dell’Asl, intervenuta sul posto dopo la chiamata del 118 con l’Unità operativa di igiene.
“Il nostro personale”, ha spiegato la nota, “ha eseguito un primo sopralluogo inibendo in via precauzionale l’utilizzo delle vasche di tutto l’impianto. Sono stati inoltre eseguiti campionamenti dell’acqua di vasca e portati presso il laboratorio di sanità pubblica per l’esecuzione di analisi, che sono tutt’ora in corso”.
Dai primi accertamenti, hanno fatto sapere i tecnici, il cloro presente in vasca superava di poco i limiti previsti dal decreto della giunta regionale in tema di gestione di impianti natatori (n. 2552/06). Le persone sottoposte a visita da parte del personale medico del 118 sono state 12, di cui tre inviate per ulteriori accertamenti presso gli ospedali cittadini, e dimesse dopo poche ore. “Durante l’intera giornata”, inoltre, “è stata monitorata la concentrazione di cloro nell’acqua delle vasche della piscina comunale, che intorno alle 14 è rientrata nei parametri di legge previsti”. L’azienda sanitaria locale pertanto ha dato il nulla osta al riutilizzo delle vasche stesse.
“Dei fatti accaduti”, ha aggiunto il comunicato, “è stata avvisata la procura di Brescia. Sono in corso accertamenti della documentazione del gestore della struttura finalizzati a risalire alle cause dei malori, verosimilmente riconducibili ad un’eccessiva concentrazione temporanea di cloro nella vasca. Si attendono inoltre gli esiti delle analisi al fine di integrare i primi accertamenti svolti dai tecnici dell’Igiene dell’Asl. Il superamento dei limiti di concentrazione del cloro nell’acqua delle vasche da piscina comporta per il gestore dell’impianto una sanzione amministrativa”.

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