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Operaio modello con l’hobby delle rapine

Un senegalese di 52 anni, residente ad Ospitaletto e con regolare lavoro, derubava le prostitute sulla Sp19. I soldi gli servivano per tornare a trovare la famiglia nel suo Paese.

(red.) Operaio modello in una azienda del Bresciano, ma anche l’incubo delle prostitute.
Rapine e furti, sei quelli accertati, ai danni delle lucciole che vendono il proprio corpo sulle strade della provincia, tutti commessi dalla stessa persona, un immigrato senegalese  che, in questo modo, raggranellava più velocemente il denaro per fare rientro nel suo Paese d’origine a trovare la sua famiglia.
Familiari che il rapinatore, dipendente di una dittadi vernici a Palazzolo, non vedrà per un bel pezzo dato che è stato assicurato alla giustizia.
L’uomo ha messo a segno i colpi sulla Sp 19, tra Torbole-Travagliato-Ospitaletto. E sono stati proprio i caranìbinieri di Travagliato, martedì scorso, a notificargli l’ordine di custodia cautelare in carcere.
A finire nei guai Sall Khaly, 52 anni, senegalese in regola con il permesso di soggiorno e residente a Ospitaletto. L’uomo, in Italia da dieci anni, non risulta avere precedenti e viene descritto come una perosna molto precisa ed affidabile sul posto di lavoro.
A mettere gli investigatori sulle tracce del rapinatore seriale una delle ragazze aggredite e derubate in strada che è riuscita a fornire agli uomini dell’Arm ail numero di targa della vettura, una Opel Astra.
Da qui il passo è stato breve:  grazie ai successivi riconoscimenti fotografici l’uomo è stato inchiodato alle sue responsabilità e avrebbe giustificato il suo comportamento come dettato dal desiderio di ottenere rapidamente il denaro necessario per tornare in Senegal a visitare i suoi parenti.
In alcuni casi è stato accertato che l’immigrato abbia anche sfoderato una pistola per rendere più incisive le sue richieste ai danni delle prostitute, soprattutto ragazze dell’Est, entrate nel mirino e a cui venivano sottratti anche i telefoni cellulari.
le rapine venivano messe a segno sempre dopo il turno di lavoro, sulla strada verso casa. Un modo rapido, pensava il 52enne, per “arrotondare” lo stipendio.

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