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Brescia, sigilli al residence San Francesco

Negli appartamenti del centro storico venivano ospitati extracomunitari irregolari. Otto le persone denunciate per favoreggiamento.

vigili urbani della città di brescia(red.) La notizia del sequestro del residence “san Francesco” in pieno centro a Brescia era uscita già qualche tempo fa.
Nel frattempo le indagini disposte dalla procura sono proseguite e hanno consentito di appurare che nei locali venivano ospitati diversi cittadini stranieri, molti dei quali irregolari. Otto persone sono state denunciate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Un’operazione partita nel 2009, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia ed attuata dalla Polizia Locale di Brescia, denominata “Turnover”, che ha permesso di scoprire un consistente giro di favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina e che ha portato nel mese di luglio  al sequestro preventivo del “Residence San Francesco”, un intero palazzo composto da 33 appartamenti e di un altro appartamento in via Calzavelia 8, della stessa proprietà del residence.
A seguito di controlli a setaccio, di analisi degli annunci dei siti internet e dei giornali, di numerosi appostamenti, è venuta alla luce, nella primavera del 2011, una grave collusione tra i proprietari di case ed il mondo della prostituzione, il tutto avvalorato per di più da un’attività di registrazioni ed analisi dei filmati, con l’identificazione contestuale o successiva di numerosi soggetti che si recavano presso la struttura di via san Francesco per consumare rapporti sessuali a pagamento con persone che vi risiedevano stabilmente.
Lo scorso aprile è avvenuta la perquisizione di tutti gli appartamenti su delega della Procura, grazie alla quale si è potuto assumere ed acquisire gravi e concreti elementi probatori che consentivano agli inquirenti di concretizzare la sussistenza dei reati contestati, annettendo al quadro probatorio anche le dichiarazioni degli stessi transessuali, delle prostitute e dei loro clienti. Ne è emerso un quadro di fondata, preordinata e continuativa opera di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ad opera degli indagati.
Complessivamente, l’operazione ha portato al sequestro dell’intero Residence, sito in via San Francesco 12 e di un appartamento in via Calzavelia 8.
Sono stati indagati per associazione a delinquere e favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina i proprietari del residence e dell’appartamento di via Calzavelia, nonché i portieri notturni della struttura perchè a conoscenza dell’attivitàche vi veniva svolta. E’ stato appurato infatti che i custodi degli stabili ricevevano infatti, un compenso da prostitute e transessuali per poi condurre i clienti all’interno del residence.
La Locale ha posto poi sotto sequestro altri sette appartamenti situati negli stabili di via Brozzoni, Fiume e San Zeno, idove si svolgeva attività di prostituzione ad opera soprattutto di cittadine di etnia rumena e prevalentemente attraverso annunci, accompagnati da fotografie esplicite, pubblicati su siti internet e su quotidiani locali. Gli appartamenti sono stati pertanto sequestrati mentre i proprietari denunciati per favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina.

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