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Rapinata, batte la testa ma memorizza la targa

Una 49enne scippata della borsetta davanti ad un supermercato a Rezzato. Nonostante il trauma ha ricordato i numeri dell'auto permettendo la cattura del bandito.

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(red.) Non è finita tragicamente come a Milano, dove un’anziana è rimasta ferita gravemente durante uno scippo ed è poi deceduta, ma anche a Brescia si è verificata giovedì una rapina violenta ai danni di una donna che è caduta battendo la testa per terra, riportando un trauma cranico e diverse contusioni.
Nel parcheggio di un ipermercato a Rezzato, in provincia di Brescia, una signora di 49 anni, appena uscita con il carrello della spesa, ha ricevuto una violenta spinta al petto da un ragazzo che poi le ha preso la borsa.
La donna, cadendo all’indietro, ha battuto la testa a terra ma, mentre il malvivente si dava alla fuga a bordo di una Golf, è riuscita a memorizzare alcune delle lettere della targa, accorgendosi che le altre erano contraffatte con del nastro adesivo. Un particolare, questo, importantissimo ai fini dell’identificazione del rapinatore da parte della Squadra Mobile di Brescia, guidata da Riccardo Tumminia, intervenuta sul posto insieme alla Volante.
Dopo ore di ricerca informatica gli agenti sono riusciti a risalire al proprietario della vettura: si tratta di Alessandro Apollonio, bresciano di 35 anni, muratore disoccupato, residente a Vobarno. E’ stato poi rintracciato fuori dalla casa dei genitori: in auto aveva del nastro adesivo e degli occhiali da donna, risultati poi della vittima. L’uomo aveva precedenti specifici: una decina di anni fa era già finito nei guai per un paio di scippi. Il rapinatore ha poi indicato agli agenti il logo dove aveva abbandonato la borsetta della signora, che conteneva solo 20 euro, consentendo di recuperarla.
”E’ stata una bruttissima esperienza”, ha raccontato la donna, “ma pensando che a Milano un’altra signora è morta dopo una rapina, so che mi è andata bene. Di certo, il trauma emotivo è più forte del dolore fisico, quello passa, ma per tutta la notte mi sono sentita addosso e mani di quell’uomo e davanti agli occhi avevo solo i numeri di quella targa”.

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