“Brioche” non può stare in forneria

Per l'Asl "La presenza del cane non garantisce i requisiti igienico-sanitari". La proprietaria, Nathalye Boscardin, ha già subito 13 rapine.

(red.) “Brioche” non può stare in forneria. Il cane rottweiler di propietà dei Nathalye Boscardin, l’artigiana di Bovezzo finita agli onori delle cronache perché più volte vittima di furti ed aggressioni nel suo negozio di via della Valle a Brescia, non ha l’autorizzazione dell’Asl che consente all’animale la permanenza nei locali.
Lo ha ribadito, con un comunicato, l’azienda sanitaria locale che ha spiegato che “mai è stato autorizzato l’esercente a tenere il proprio cane all’interno del negozio”.
Diversamente da quanto aveva invece affermato la fornaia stessa che, vittima dell’ennesimo colpo avvenuto giovedì mattina mentre stava aprendo la panetteria, aveva detto di essere stata autorizzata a tenere “Brioches” proprio dall’Asl.
I Nas, a luglio, dopo un tentativo di rapina, avevano decretato che il cane non potesse restare in negozio, sebbene la proprietaria lo tenesse con sè per difendersi dalle aggressioni e dai furti.
La donna, esaperata (avrebbe già subito e denunciato 13 colpi), ha affisso in negozio una petizione per chiedere che “Brioche” possa restare a guardia del locale.
“Il 30 agosto scorso i tecnici dell’Asl hanno effettuato un sopralluogo in via della Valle 15, constatando che la presenza del cane nella forneria non garantisce la salubrità degli alimenti e potrebbe essere un pericolo per la salute pubblica”, viene spiegato dall’azienda sanitaria. 
La normativa comunitaria vigente sull’igiene dei prodotti alimentari recita infattii che “occorre predisporre procedure adeguate per controllare gli animali infestanti e per impedire agli animali domestici di accedere ai luoghi dove gli alimenti sono preparati, trattati o conservati”. Solo nel caso “l’autorità competente autorizzi tale accesso in circostanze speciali”, è obbligo “impedire che esso sia fonte di contaminazione”.
Venerdì l’Asl ha notificato “per iscritto alla titolare che la presenza del cane non garantisce la salubrità degli alimenti e non vengono pienamente garantiti i requisiti igienico-sanitari”. Niente da fare, la forneria non è posto per Brioche”.

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