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Profughi, funzionari Onu in Valcamonica

(red.) Si sono presentati giovedì a Montecampione, in Valcamonica (Brescia) i funzionari dell’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Acnur) e del Gruppo Monitoraggio Assistenza (Gma) del Dipartimento della Protezione civile, la cui visita ai profughi ospitati nel Bresciano era stata annunciata giorni fa.
L’obiettivo del sopralluogo era quello di monitorare la situazione in cui si trovano gli immigrati, la maggior parte dei quali oramai ospitati da diverse settimane nel residence “Le Baite” a quota 1.800 metri. La visita è avvenuta intorno alle 13, ma nessuno dei presenti ha rilasciato dichiarazioni in merito.
I funzionari del Gma hanno però voluto sottolineare che non si è trattato di un’ispezione, ma la visita ha interessato comunque la cucina, la sala da pranzo, le camere, il salone d’ingresso e l’ambulatorio medico, informandosi sulla funzionalità e di servizi offerti dalla struttura stessa.
La sensazione è che il sopralluogo possa finalmente sbloccare una situazione oramai stagnante e che, a breve, i 116 profughi potrebbero essere spostati dal residence ad alta quota ed essere distribuiti in altri centri  della valle, prima che sopraggiunga la stagione invernale.
All’appello per l’accoglienza lanciato lo scorso 18 agosto dalla Comunità montana, dallo Sprar di Breno (Sistema di protezione richiedenti asilo rifugiati) e dalla cooperativa K-Pax hanno risposto, finora, nove amministrazioni su 42. I comuni hanno dato, in modo diverso, la disponibilità ad accogliere piccoli gruppi di immigrati (da 5 a 15), ma in alcuni casi sussistono difficoltà ad individuare le strutture idonee alla ricezione.
Attualmente, sul territorio della Valcamonica, sono ospitati 231 richiedenti asilo provenienti dell’Africa. Sono distribuiti tra Artogne (all’hotel Le Baite risedono in 116), Corteno (60), Darfo Boario Terme (31, presso la Caritas) Breno (5, a Casa Giona 5), Malegno (5 nella Casa accoglienza 5), e Pisogne (Val Palot, 14).
A breve poi la Comunità montana fisserà un incontro con la Prefettura di Brescia, per presentare il progetto di accoglienza diffusa.
Intanto, giovedì, sono giunti nel Bresciano altri 19 profughi che sono stati “smistati” tra San Felice del Benaco, Val Palot e Lumezzane.

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