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Manerbio, un cadavere nel Mella

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carabinieri3.jpgLa vittima non ha nome. Potrebbe essere il rom sparito due mesi fa.


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(red.) Le acque del fiume Mella hanno restituito all'altezza di Manerbio il cadavere di un uomo. Il corpo era in pessime condizioni, saponificato dalla lunga permanenza nell'acqua e in parte ischeletrito.
A ritrovarlo un uomo che camminava lungo il fiume, sulla sponda sinistra. Erano da poco passate le 16 di sabato pomeriggio, quando, mentre cercava un buon posto per pescare, ha notato qualcosa nell'acqua e ha pensato si trattasse di una carcassa di animale.
Ma quando sì è avvicinato, ha visto che era un corpo umano, in acqua da diverso tempo. Addosso aveva solo gli slip e un paio di scarpe da ginnastica.
Il passante, un uomo residente a Manerbio, ha subito chiamato aiuto.
Il medico legale, giunto sul posto per un primo sopralluogo, pensa che la morte possa risalire a un paio di mesi fa e che il cadavere, la cui identificazione è stata impossibile a una prima analisi, possa appartenere a un uomo sui 30 anni.
I carabinieri della compagnia di Verolanuova per ora non
si sbilanciano, ma c'è chi nel vedere il corpo ha subito pensato a
Paolo Stojanovic, il rom trentunenne scomparso col fratello, che poi venne trovato morto nel fiume Gandovere, mentre stava fuggendo dai carabinieri.
Il generale Luciano Garofano (ex comandante del Ris), è stato nominato dall'avvocato Astri come consulente tecnico della famiglia Stojanovic. I dubbi sull'identità del misterioso cadavere potranno essere sciolti solo con l'esame di Dna.

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