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Usura, scarcerata la famiglia Rivetti

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palagiustizia.jpgGli imprenditori di Rovato accusati di aver prestato soldi a tassi da strozzo.


(red.) I Rivetti, famiglia di imprenditori originari di Rovato, attivi nell’edilizia e nei materiali per costruzione ma accusati di aver prestato denaro a usura, sono fuori dal carcere. Il tribunale del Riesame di Brescia ha infatti disposto la scarcerazione del 53enne Aldo Rivetti, della moglie 51enne Gabriella Bettinzana. Mentre per la figlia Cristina Rivetti, 22 anni, è stata annullata la musura cautelare degli arresti domiciliari.
I Rivetti erano finiti nei guai a fine luglio, quando i carabiniari gli avevano messo le manette ai polsi al termine di un’indagine per usura scaturita dalla denuncia di un imprenditore di Castrezzato che aveva anche sostenuto di aver subito gravi minacce perché restituisse del denaro prestatogli a tassi capestro (leggi qui la notizia).
L’arresto era avvenuto in un capannone di Orzinuovi dove la presunta vittima aveva portato dei soldi. Altre centinaia di migliaia di euro in contanti e assegni erano stati sequestrati.
Il collegio di magistrati del Riesame presieduto da Maria Chiara Minazzato, con Paolo Talamo e Simone Devoto, ha ritenuto che le prove raccolte dal pm Francesco Piantoni durante l'inchiesta non fossero tali da giustificare l’arresto.
Anche perché la difesa rappresentata dagli avvocati Arturo Gussago e Michela Borra sosteneva una versione drasticamente diversa. Cioè che all’imprenditore di Castrezzato i Rivetti avevano venduto materiale edile per 200 mila euro, che era stato in parte pagato con assegni di cui era stato denunciato il furto e con cambiali andate in protesto.
Insomma, in ballo c’era una transazione non andata a buon fine più che un caso di usura. E le vittime sarebbero stati proprio i Rivetti. Ora le indagini proseguono, ma gli accusati sono fuori dal carcere.

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