Prezzi alle stelle dal 2021 a oggi: ecco i rincari più pesanti settore per settore
Voli, olio d’oliva, luce, burro, riso e caffè in cima alla classifica. In quattro anni abbiamo subito aumenti anche superiori al 150%. L'Unione dei consumatori ha fato l'elenco dei beni che hanno svuotato le nostre tasche.
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Roma. L’Unione Nazionale Consumatori ha diffuso uno studio basato su dati Istat per misurare l’impatto dei rincari dall’inizio della crisi energetica e geopolitica innescata dall’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022. Prendendo come riferimento i prezzi del giugno 2021, prima che l’inflazione iniziasse la sua corsa, è emerso un quadro in cui diversi beni e servizi hanno subito aumenti vertiginosi, ben oltre il +17,8% dell’inflazione media registrata nello stesso periodo.
A guidare la classifica dei rincari ci sono i voli europei, con un +156,5% rispetto al 2021. Seguono i voli nazionali (+124,9%) e l’olio d’oliva, salito del 59,5%. Subito dopo compaiono il burro (+58,6%), l’energia elettrica sul mercato libero (+54,7%) e i servizi di gioielleria (+53,5%). Nella top ten anche alberghi, riso, caffè e pacchetti vacanza nazionali, tutti con aumenti compresi tra il 45% e il 53%.
I rincari hanno colpito soprattutto il settore alimentare, con ben 29 prodotti su 40 nella classifica. Tra questi, cacao e cioccolato in polvere (+44,6%), patate (+44%), margarina (+41,9%), latte conservato (+40,7%), formaggi fusi (+39,4%) e uva e frutti di bosco (+38,3%). Anche il gas, in particolare quello del mercato tutelato, ha segnato un incremento del +44,5%.
Tra gli aumenti più contenuti, ma comunque significativi, figurano pasta (+25,8%), pane fresco (+24,3%), farina (+23,8%) e latte fresco (+23,5%). In controtendenza, invece, prodotti come l’olio di oliva e lo zucchero, che nell’ultimo anno hanno visto un calo dei prezzi su base annua, pur restando ancora molto più cari rispetto al 2021.
Benzina e gasolio, spesso considerati indicatori sensibili, hanno invece registrato aumenti modesti: +5,8% per la benzina e +9,7% per il gasolio.
“Anche se oggi l’inflazione è sotto controllo”, spiega il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, “i prezzi restano alti rispetto ai livelli pre-crisi. Alcuni prodotti alimentari, in particolare, sono diventati veri e propri beni di lusso per molte famiglie”.








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