Occupazione nel bresciano, nel 2020 persi 10 mila posti di lavoro

A soffrire soprattutto gli stagionali che operano negli alberghi e ristorazione. Due terzi sono senza lavoro.

(red.) Sono dati drammatici quelli che riguardano l’occupazione in Italia, bresciano compreso, dopo la pandemia arrivata come uno tsunami dallo scorso febbraio 2020. I numeri forniti dall’Istat parlano di 440 mila posti di lavoro persi dal dicembre del 2019 fino allo stesso mese del 2020 e di cui 10 mila nella nostra provincia di Brescia. In particolare a soffrire sono soprattutto gli stagionali. Tanto che Alessandro Fantini, vicepresidente provinciale di Federalberghi, interpellato dal Giornale di Brescia parla di 7 mila addetti che hanno terminato il sussidio di disoccupazione e sperano in ristori migliori.

Come detto, sono 7 mila gli stagionali, tra settore alberghiero e ristorazione che vivono questo momento di crisi rispetto al totale di 10 mila addetti operativi in questi ambiti. E la preoccupazione riguarda il fatto che alla fine di marzo potrebbero essere sbloccati i licenziamenti rimasti bloccati in questo periodo. Dal punto di vista della ripartenza, lo stesso Fantini non esita a definire utile il cosiddetto passaporto vaccinale con cui consentire di iniziare a riavviare le attività, ma anche di ritenere gli operatori del turismo tra le categorie prioritarie, dopo ovviamente quelle più fragili, da vaccinare.

E anche da Brescia sono arrivate le firme a una petizione lanciata proprio da Federalberghi per chiedere una serie di misure di aiuto, a partire dai ristori e considerando che al momento due terzi dei lavoratori operativi nel settore sono fermi.

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