Commercio, “due chiusure ogni apertura”

Secondo Confesercenti, il settore è ancora in crisi da gennaio ad agosto. Crolla l'alimentare, bene il turismo. Regge solo il settore hitech.

cessata attività_negozio(red.) La crisi del commercio a Brescia e in provincia non si ferma. Lo dicono i dati del Centro Studi Confesercenti presentati mercoledì 28 ottobre dal presidente della Confesercenti Lombardia Orientale Alessio Merigo. A fronte del turismo, unico settore in cui le imprese risultano in positivo grazie all’ultima estate, il resto è negativo. Da gennaio ad agosto del 2015 hanno chiuso 916 attività, contro le 606 che hanno aperto. Stando ai dati generali in provincia, per ogni nuova impresa, due chiudono i battenti. Uno dei settori peggiori è quello dell’alimentare, dove il dato tra chiusure e aperture è peggiore addirittura a livello nazionale.
Situazione da crollo per quanto riguarda Brescia città dove sono state aperte 10 nuove attività a fronte di 24 che hanno abbassato le serrande. In crisi anche il settore della moda, nonostante la città in qualche modo regga. Al contrario, l’unico campo che dà segnali positivi è quello del commercio di prodotti elettronici, tra cellulari e altri dispositivi. Per quanto riguarda il turismo, dopo il boom di presenze dell’estate 2015, a soffrire di più sono i ristoranti insieme ai bar. Secondo il presidente Alessio Merigo, la situazione non è migliore nemmeno per settembre e ottobre. Al punto da parlare di “desertificazione commerciale nei centri urbani”.

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