Cellatica, il paese delle case invendute
Fino al 2007 era uno dei comuni più edificati. La crisi però ne ha cambiato il volto. Lotti abbandonati e villette vuote. Nemmeno l'edilizia pubblica vende.
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(red.) Villette incompiute, cantieri abbandonati e lotti inedificati. Questo è lo scenario che si apre entrando nelle zone residenziali di Cellatica, un tempo vero e proprio eldorado per immobiliaristi e investitori. Una situazione che da anni stagna, tanto che qua e là si possono addirittura scorgere cartelloni pubblicitari con scritto in bella grafia “Vendesi lotti e villette”. Putroppo però nemmeno questo è servito a ravvivare il mercato immobiliare di Cellatica, che mostra il suo volto stanco di vecchia terra dell’edilizia d’elite (ma non solo) sconvolta e segnata dai venti della crisi economica.
«Abbiamo zone edificabili e lottizzate – spiega il sindaco di Cellatica, Paolo Cingia -, localizzate soprattutto in zona Fantasina, ma si tratta di situazioni che sono ancora in stallo dal 2006-2007. Nel 2007, ad esempio, era stato disposto un piano di lottizzazione al seguito del quale erano iniziate le operazioni di costruzione di alcuni edifici. Costruzioni non completate, in quanto la società addetta ai lavori ha dovuto interrompere il tutto per mancanza di acquirenti. Sempre in zona Fantasina – prosegue il sindaco – vi sono altri quattro lotti, per un’area complessiva di 2 mila 700 metri quadrati, che sono in vendita dal 2009, ma anche qui non si registrano di segnalazioni di interesse. In via Lazzaroni e via Tesa ci sono poi due lotti e tre o quattro ville (per le quali venivano chiesti circa 800 mila euro, ndr), realizzate nel 2006/2007, ma anche in questo caso tutto è congelato».
Persino l’edilizia convenzionata rimane ferma al palo. Nonostante i progetti avanzati dal Municipio i lavori non sono infatti proseguiti per mancanza di richieste. Nemmeno i 220 euro al metro quadrato stabiliti dal Comune sono bastati per far sì che qualcuno si decidesse ad avanzare richieste. E pensare che solo pochi anni fa una zona come la Fantasina era la Beverly Hills di Brescia e chiunque avrebbe fatto carte false per aggiudicarsi una casa al doppio, a volte triplo del valore di mercato attuale.




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