Le imprese ai politici del Pdl: “Aiutateci”

Negli ultimi tre mesi sono state 600 le ziende bresciane che hanno dovuto chiudere. Faccia a faccia talla Camera di commercio per cercare soluzioni.

(c.p.) La crisi economica continua a far sentire i propri morsi e la provincia di Brescia non ne è immune. Negli ultimi tre mesi sono state 600 le ziende bresciane che hanno dovuto chiudere. Una situazione che ha portato le diverse categorie dell’economia del territorio (industriali, artigiani e agrioltori tra gli altri) a far sentire le proprie ragioni e preoccupazioni ai parlamentari bresciani del Pdl.
Un appello raccolto e che ha portato ad un faccia a faccia nella sede cittadina della Camera di Commercio. “Abbiamo compreso le preoccupazioni”, ha commentato Viviana Beccalossi, “alcune delle quali rispecchiano quanto il nostro gruppo parlamentare ha già portato a conoscenza del Governo Monti”.
Sono due quelle considerate più importanti. “Da un lato la necessità di arrivare ad una compensazione tra i crediti e i debiti delle aziende, dall’altro quello di impedire un nuovo auento dell’Iva”, ha ricordato l’ex sottosegretario Stefano Saglia.
Gran parte dei crediti delle aziende riguardano le forniture alla Pubblica Amministrazione. Da qui la necessità di trovare una soluzione a quello che si sta confermando uno dei più stringenti problemi dell’economia bresciana, ma non solo. “Mi auguro che l’Unione Europea accolga la richiesta italiana di ‘sospendere’ per 3 anni il Patto di stabilità”, ha auspicato Giuseppe Romele, parlamentare e vicepresidente provinciale, “se ciò accadesse si sbloccherebbero le risorse per portare a termine investimenti per decine di milioni di euro”.

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