La stretta del credito si abbatte sulle imprese

Secondo la Cgia di Mestre il fenomeno del "credit crunch" si è verificato in nove regioni su 20, colpendo le aziende soprattutto nella seconda parte del 2011.

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(red.) La stretta del credito, il cosiddetto “credit crunch” si è abbattuta su una regione su due in Italia.
Nella seconda parte dell’anno, quando lo spread ha cominciato a salire vertiginosamente, le realtà  produttive più colpite dalla stretta creditizia sono state quelle ubicate in Calabria (-1,8%), in Molise ed in Friuli Venezia Giulia (-1,3%), in Piemonte (- 0,8%) ed in Umbria (-0,7%).
Lo rileva un’indagine della Cgia di Mestre che ha elaborato uno studio basato sui dati forniti dalla Banca d’Italia e confermata anche da quelli elaborati dell’Abi (Associazione bancaria italiana) che riportano una brusca frenata dei prestiti a famiglie e imprese.
La macroarea più penalizzata, sottolinea l’indagine della Camera di Commercio veneta, è stata il Nordest: assieme al Friuli Venezia Giulia (-1,3%), anche il Veneto ha registrato una flessione dei prestiti alle imprese pari al  -0,2%. Secondo la tabella della Cgia di Mestre la Lombardia, nel periodo giugno-novembre 2011 ha registrato un incremento pari all’1% in più del prestito erogato alle imprese, per un valore complessivo di 262.554,8 milioni di euro.
Sono queste le principali realtà territoriali che sono state interessate dal credit crunch (stretta creditizia che avviene dopo un’espansione economica dalle grandi dimensioni, quando le banche centrali alzano i tassi di interesse per “raffreddare” l’espansione ed evitare il rischio inflazione, spingendo gli istituti di credito ad alzare i propri tassi di interesse e chiudendo l’accesso al credito per chi non può permettersi la spesa.): fenomeno che si è verificato in nove regioni su 20, “colpendo” le imprese, soprattutto nella seconda parte del 2011 (da giugno a novembre).
Valle d’Aosta (+5,4%), Liguria (+3,8%) e Lazio (+2,8%), invece, sono stati i territori dove l’erogazione del credito ha subito gli incrementi maggiori: a dimostrazione che il quadro generale non è stato tutto negativo.
Ma è atteso un peggioramento sulla rilevazione dati di dicembre, quando l’erogazione del credito a livello nazionale ha subito una contrazione del -2,2%.
Nel 2011 i prestiti in sofferenza sono cresciuti fino alla cifra record di 107 miliardi e 142 milioni. A fine 2010 erano 77,83 miliardi, indice di una forte sofferenza in cui versano le imprese italiane e anche quelle del Bresciano.

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