Firmato un nuovo protocollo per la gestione dei beni confiscati alla mafia
Il commento della Presidentessa della Commissione regionale Antimafia Pollini: "Bene, ma è inutile senza lo stanziamento di fondi. Alcune aree della politica e certe Amministrazioni sono sempre più assoggettate".
Più informazioni su
- Anbsc (Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata)
- Anci Lombardia
- antimafia
- beni confiscati
- beni confiscati alla mafia
- commissione regionale antimafia
- criminalità organizzata
- mafia
- Attilio Fontana
- Bruno Corda
- Matteo Piantedosi
- Mauro Guerra
- Paola Pollini

Milano. E’ firmato un nuovo protocollo d’intesa per la gestione dei beni confiscati alla mafia. Nella prefettura di Milano si sono riuniti il direttore dell’Anbsc (Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), il presidente della Regione Attilio Fontana, il prefetto Bruno Corda ed il presidente dell’Anci Lombardia (Associazione nazionale Comuni italiani) Mauro Guerra. Le firme sono state apposte dai quattro alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Nel pomeriggio di lunedì la Presidentessa della Commissione regionale Antimafia Paola Pollini ha commentato positivamente la normativa, ma ha aggiunto che provvedimenti di questo tipo diventano inutili senza un appropriato stanziamento di fondi.
“All’interno dell’ultima legge di Bilancio la Regione era pronta a tagliare pesantemente i fondi per l’antimafia. Un errore che siamo riusciti a scongiurare solo in parte, dimezzando il taglio richiesto dalla Giunta attraverso un emendamento”, ha dichiarato Pollini. “Inoltre, l’accelerazione del processo di destinazione dei beni confiscati rappresenterà senza dubbio un miglioramento, ma serve adottare misure di prevenzione capillari. Il Nord è stato colonizzato dalle organizzazioni mafiose, in alcuni settori economici il controllo è monopolistico“.
“É poi doveroso segnalare il crescente assoggettamento di certe aree della politica e di alcune amministrazioni e la veloce propagazione delle pratiche omertose, che stanno producendo un’allarmante assuefazione”, conclude Pollini. “Anche per questo motivo il contrasto alla criminalità organizzata necessita di risorse adeguate“.
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