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Patenti facili, inchiesta dalla Calabria raggiunge anche Brescia

Ai candidati, dietro pagamento, veniva concesso di usare auricolari per ricevere le risposte esatte agli esami.

(red.) Questa mattina all’alba, martedì 9 marzo, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con quelli di Pistoia e Brescia, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 55enne titolare di un’autoscuola e di un 58enne funzionario pubblico con applicazione del divieto temporaneo di esercitare le attività professionali nei confronti di un altro titolare di autoscuola, un 50enne, nonché il sequestro preventivo di cinque società tra autoscuole, scuole di pilotaggio e nautiche e del loro patrimonio aziendale. Si sono anche svolte perquisizioni negli uffici dei funzionari pubblici infedeli delle Motorizzazioni Civili di Reggio Calabria e Pistoia, in undici sedi legali ed unità locali delle autoscuole oggetto d’indagine e in tutti gli altri luoghi nella disponibilità degli indagati per l’acquisizione di ulteriori elementi di prova.

L’autorità giudiziaria ha anche emesso l’ordine di esibizione di documentazione nei confronti delle stesse Motorizzazioni. Il provvedimento firmato dal giudice del tribunale di Reggio Calabria su richiesta della procura nasce dopo una complessa attività d’indagine tra le condotte illecite di alcune autoscuole, anche della nostra provincia di Brescia. Di fatto è stata scoperta un’associazione a delinquere, composta da 13 soggetti di cui fanno parte titolari e dipendenti di autoscuole e funzionari pubblici, i quali, tramite una serie di reati come truffa, corruzione e falso, avrebbero agevolato, fino a falsarne l’esito dietro pagamento, le procedure di concessione di abilitazioni alla guida di veicoli di ogni genere, a favore di oltre 50 soggetti. Nel complesso risultano coinvolti 71 soggetti di cui 11 pubblici funzionari.

L’ideatore del sistema è risultato un dominante nelle autoscuole reggine e che con una rete di pubblici dipendenti infedeli sarebbe riuscito ad estendere i propri illeciti interessi in Calabria, Toscana e Lombardia. Beneficiari del sistema sono risultati vari soggetti, soprattutto di origine straniera, spesso con palesi difficoltà a leggere e comprendere la lingua italiana o senza preparazione teorica e pratica. I sodali per la riuscita dell’intento illecito organizzavano ogni minimo particolare, a partire dalla scelta dell’esaminatore più “comodo” che in numerosi casi compilava direttamente i quiz riservati ai candidati, ovvero, con omissione di vigilanza, consentiva l’utilizzo di apparecchiature elettroniche o telefoni cellulari per poter ricevere le risposte esatte. Per questi illeciti venivano richiesti compensi fino a 14 mila euro. C’erano addirittura candidati che avevano superato l’esame di teoria a quiz pur con un computer spento, mentre un’altra candidata era stata ritenuta idonea nonostante fosse rimasta fuori dall’aula. Una delle metodologie utilizzate dai sodali è l’utilizzo di auricolari miniaturizzati.

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