Prostituzione e droga, arresti tra Brescia e Reggio Emilia

A Rezzato la sede del gruppo criminale albanese. A capo una donna che si muoveva tra le due province.

(red.) Nelle ore precedenti a venerdì 5 giugno sono scattate una serie di ordinanze di custodia cautelare sull’asse Brescia-Reggio Emilia per sfruttamento della prostituzione. Attività che veniva condotta proprio nella provincia emiliana, ma con riferimenti nell’organizzazione nel bresciano. A capo di questo giro c’era un gruppo criminale albanese che reclutava anche romeni e italiani. E ieri, giovedì, da Reggio Emilia sono giunte nove ordinanze, ma di cui solo quattro giunte a destinazione e nel bresciano. Infatti, gli altri cinque risultano irreperibili.

Le accuse a vario titolo nei loro confronti vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione e concorso nello spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione “Telepass”, condotta dai carabinieri di Castelnovo Monti con i colleghi di Brescia, vedeva un’albanese seguire la scia dei mezzi dotati di Telepass per muoversi in autostrada ma senza mai pagare il pedaggio. A lei e agli altri i militari sono arrivati nell’ambito di un’altra inchiesta che coinvolgeva anche droga e armi.

Secondo l’attività d’indagine, il gruppo che gestiva le file della prostituzione e dello spaccio di droga in Emilia aveva sede a Rezzato e tutti i proventi sarebbero poi stati riciclati in diverse aziende in Albania. A finire agli arresti sono stati una 35enne albanese – ora in carcere – residente prima a Rezzato e poi a Brescia e che si muoveva tra la provincia e l’Emilia, il compagno 27enne connazionale e condotto a Canton Mombello e una 38enne arrestata in via Matteotti a Rezzato. Le giovani, soprattutto dell’est, da far prostituire nel reggiano venivano reclutate anche nel bresciano.

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