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Droga, rapine e violenza: 35 persone in arresto nell’operazione Kitchen

(red.) Dalle prime ore dell’alba di lunedì 2 marzo è scattata l’operazione “Kitchen”, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Brescia con la collaborazione nella fase esecutiva, delle Squadre Mobili di Alessandria, Como, Monza e Brianza, Pavia, Ferrara e Verona nonché con la collaborazione delle Polizie del Belgio, Albania, Germania, Spagna e Romania, coordinate dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, per l’esecuzione di 35 misure cautelari emesse dall’Autorità Giudiziaria di Brescia dietro richiesta dei Sostituti Procuratori Moregola e Catananti della Procura della Repubblica di Brescia nei confronti di un gruppo di persone, gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni dolose, rapina, detenzione e cessione di armi.

Al riguardo, si evidenzia che le indagini, svolte con l’ausilio di presidi tecnici, inizialmente dirette nei confronti di un gruppo di magrebini dediti allo spaccio di rilevanti quantitativi di hashish, hanno poi riguardato un sodalizio albanese, che importava dall’Olanda cocaina, rifornendo numerosi clienti, tra i quali uno storico trafficante bresciano.
L’attività investigativa permetteva fin da subito di evidenziare un gruppo composto da quattro cittadini albanesi e da una cittadina Romena che si rendeva responsabile dell’importazione in Italia dall’Olanda di cospicui quantitativi di cocaina, stupefacente che poi veniva ceduto a vari acquirenti tra cui il più importante è risultato essere G. M.
Questo gruppo nascondeva lo stupefacente in un imbosco ricavato nel sottotetto di una lavanderia, all’interno di una corte di pertinenza dell’abitazione, sita nel comune di Rovato, movimenti registrati dalle telecamere appositamente istallate dagli investigatori per monitorare gli accadimenti.
A seguito dell’arresto eseguito dalla Squadra Mobile di Brescia in data 28.03.2018, di Z. S. ritenuto il promotore dell’organizzazione e di M.E., suo bracco destro, trovati in possesso di 3 Kg di cocaina, celati nel predetto imbosco, rimaneva la compagna G. A. che cercava di fronteggiare il difficile momento, impartendo ordini agli altri sodali.
A questo punto veniva in rilievo la figura di uno dei maggiori acquirenti di cocaina del gruppo di cittadini Albanesi, individuato nell’italiano G.M., già salito agli onori della cronaca per una precedente condanna a 10 anni di reclusione per violazione della legge sugli stupefacenti.
Questi, dopo che il canale di rifornimento di cocaina si era interrotto, riusciva a trovare nei due cittadini albanesi P.H. e E.B. i nuovi suoi fornitori dello stupefacente. Anche in questo caso gli investigatori della Squadra Mobile istallavano delle telecamere davanti al garage che si trovava in Via Solferino a Brescia che permetteva, anche in questo caso, di registrare un fitto andirivieni dei predetti fornitori con delle buste contenenti dello stupefacente.

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