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Rissa “Banana Loca”, politica contesta

Gli assessori lombardi Beccalossi e Bordonali commentano i tre arresti seguiti allo scontro di domenica 24 avvenuto forse per faide di droga.

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Banana Loca(red.) Lunedì 25 gennaio è stato il giorno dei commenti politici, soprattutto da parte del centro destra, dopo i tre tunisini, tutti da 25 ai 30 anni, arrestati nella notte di domenica 24 fuori dal “Banana Loca” a Brescia. La polizia sta ancora eseguendo tutti gli accertamenti, a partire dall’identificazione del trio finito in manette, ma non ci sarebbero dubbi sul fatto che si tratti di faide legate alla droga. La situazione si è verificata intorno alle 5 quando fuori dal bar di via Vergnano, in zona via Orzinuovi, una ventina nordafricani, forse due gruppi rivali, sono stati coinvolti in una rissa. Prima calci e pugni, poi bottiglie rotte come minacce, alcuni feriti e infine l’arrivo della polizia. Proprio le prime Volanti giunte dalla questura e dal commissariato del Carmine hanno indotto molti di loro a scappare, mentre tre tunisini sono stati fermati. Uno di loro, per non finire nelle mani delle forze dell’ordine, ha tentato di scappare in auto, ma si è schiantato contro la vetrata di un negozio presente sul posto.
Ha rimediato ferite per le quali ha avuto una prognosi di un mese e le stesse conseguenze, anche se meno gravi, le ha riportate un altro tra i fermati. Quando i tre sono stati portati in questura per essere identificati, la polizia ha accertato che tutti avevano precedenti di spaccio e uno di loro era stato espulso nel febbraio del 2014 per poi rientrare a Brescia da clandestino. Il trio sembra non voler collaborare alle indagini e per questo motivo i militari stanno controllando i loro cellulari per verificare i nomi di chi avrebbero incontrato al locale prima che si scatenasse la rissa. Sotto osservazione anche le immagini riprese dalle telecamere di video sorveglianza. Ma l’idea che dietro la rissa ci sia un regolamento di conti o faide legate alla droga ha sollevate le critiche della politica sulla gestione cittadina della sicurezza.
A contestare sono gli assessori lombardi all’Urbanistica e Sicurezza Viviana Beccalossi (FdI) e Simona Bordonali (Lega Nord). “Sempre peggio. Nei fatti accaduti c’è una vera e propria escalation di reati che, partendo dall’immigrazione clandestina – dice Beccalossi – passando allo spaccio di droga e terminando con la fuga, per evitare l’arresto, fotografa quanto pericoloso e inopportuno sia il buonismo di quella parte politica che continua a giustificare e sostenere la presenza di clandestini nel nostro Paese”. “Si tratta dell’ennesimo fallimento del Governo che non controlla i confini e che permette a chiunque di rimanere sul territorio – dice Bordonali – Ora è chiaro che il reato di immigrazione clandestina debba permanere e debba anzi essere supportato da norme più restrittive che devono essere applicate senza deroghe e buonismi”.

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