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Frank, faro su vendita del Dolce e Salato

Francesco Seramondi lo aveva venduto a un suo ex-dipendente pakistano che lo aveva pagato con alcuni assegni mai incassati.

da-frank-pizzeria-mandolossa(red.) Qualcosa non torna nella vendita del Dolce e Salato di via Valsaviore, a Brescia, attività vicina e concorrente della pizzeria Da Frank, che Francesco Seramondi aveva aperto e venduto a un suo ex-dipendente.
L’immigrato pakistano che aveva comprato l’attività aveva, infatti, pagato la transazione con una serie di assegni, che però Seramondi non aveva mai incassato, come dimostrano le indagini di Guardia di Finanza e polizia. Poi la cessione a Muhammad Adnan, diventato l’omicida dei coniugi di Nuvolento.
Resta poi aperta la questione sul “tesoretto” in contanti, trovato e riconducibile ai Seramondi, le cui origini non sono state ancora chiarite.
Intanto sono stati resi noti nuovi dettagli sulle indagini. Adnan avrebbe detto che lo stava progettando da novembre. Secondo gli inquirenti, Sarbjit Singh, il cittadino indiano, era perfettamente informato dei fatti, e sapeva chiaramente le intenzioni del pakistano, suo datore di lavoro al Dolce e Salato. Ultimi dettagli anche sul motorino, che è stato acquistato usato per 300 euro da un rivenditore di Cremona, senza targa e senza passaggio di proprietà.

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