Leno, striscione nazista fuori dalla scuola

In occasione della Giornata della Memoria degli ignoti hanno appeso un enorme lenzuolo con vergato "L'olocausto non esiste!!" e una svastica.

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(red.) Testimonianze, filmati, racconti orali e scritti, documenti: tante sono le prove dello sterminio giudaico provocato dal nazismo tedesco durante la seconda guerra mondiale da non avere pari nella storia. Eppure a qualcuno sembrano non importare e preferisce opporvi la sua ostinata  ignoranza.
Non occorre andare fuori dalle sinagoghe di Roma per trovare le tracce del negazionismo. Purtroppo basta recarsi a Leno. “L’Olocausto non esiste!!” si legge a caratteri cubitali sulle pareti dell’istituto superiore Capirola, accompagnato da un’enorme svastica.
In occasione della Giornata della Memoria degli sconosciuti hanno appeso lo striscione (firmato Autonomi Bassa Bresciana) fuori dalla scuola di via Marconi. I carabinieri sono  prontamente intervenuti per rimuovere l’ignobile scritta e ora indagano sugli autori che si sospetta si annidino nelle frange estremiste del tifo, forse anche fuori dai confini bresciani. Non sembra un caso che l’odiosa provocazione abbia avuto come teatro il Capirola. Proprio ieri la scuola aveva promosso una serie di iniziative in ricordo dell’Olocausto, nobilitate da una vide-conferenza e dalla proiezione del film di Roberto Faenza, «Jona che visse nella balena».
Indignata la dirigente Ermelina Ravelli, che solo una settimana fa aveva dovuto «incassare» il primo scempio, nella storia della scuola superiore di Leno, imbrattata sui muri esterni di scritte in vernice nera. Ma in quel caso si trattava delle parole di un giovane rapper, che nulla avevano a che fare con l’apologia fascista o con il negazionismo.
«Quel raid poteva essere un invito alla vita, a guardare il mondo con occhi diversi – osserva la dirigente -, una riflessione giovanile trasgressiva e interessante insomma, proposta con uno strumento sbagliato, visto che ripulire i muri costerà fatica e risorse». La preside ne è più che certa: «Quei writers non hanno nulla a che fare con lo striscione di ieri. Sono profondamente scossa – conclude la dirigente scolastica: quello slogan che inneggia all’orrore e al genocidio è un’offesa alle vittime, alla storia, alla cultura. Nelle nostra scuola non si sono mai manifestate forme di razzismo, in nessuna espressione. Forse diamo fastidio proprio perché promuoviamo l’educazione e siamo aperti e tolleranti».

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