Omicidio Ragnoli, 14 anni al mandante

Condannato Gianluigi Dordi, attualmente detenuto in un ospedale psichiatrico. Nove anni a un collaboratore di giustizia che ha confermato la tesi del pregiudicato.

(red.) Si è concluso con due condanne a 14 e 9 anni il processo, con rito abbreviato, per i mandanti dell’omicidio di Giancarlo Ragnoli, 42 anni nel 2005, quando avvenne l’esecuzione di Roncadelle.
Davanti al giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Brescia, Paolo Mainardi, Gianluigi Dordi, 38 anni, ha preso una condanna di 14 anni, mentre il suo complice, pluripregiudicato bresciano da alcuni anni collaboratore di giustizia, dovrà scontare una pena di 9 anni. Attualmente Dordi si trova in un ospedale psichiatrico, e i suoi legali, gli avvocati EnnioBuffoli e Luisella Savoldi, avevano chiesto l’assoluzione per infermita mentale. Secondo il gup, però, il mandante era capace di intendere e di volere all’epoca dei fatti, e ha inflitto una condanna di due anni superiore alle richieste del pm Claudio Pinto.
Secondo la ricostruzione dei magistrati, Dordi pagò 12 mila euro il 37enne Davide Bettera per far togliere di mezzo Ragnoli. Il giorno della Befana il sicario andò a bussare alla porta del 42enne, residente in via Togliatti a Roncadelle, che stava guardando la partita del Brescia calcio, essendo un grande tifoso ma obbligato ai domiciliari per una condanna di tentato omicidio. Poi i sei spari con una Beretta calibro 9, che raggiunsero la vittima al petto, alla schiena e al torace.
Nel 2010 Gianluigi Dordi si è recato da carabinieri di piazza Tebaldo Brusato per confessare il delitto. Gli agenti, però, non gli avevano creduto, essendo in grave stato di confusione psicologica. Nel 2011, però, il pentito bresciano ha confermato la tesi di Dordi, spiegando i retroscena della vicenda. Bettera, l’esecutore materiale del delitto, attualmente detenuto, la prossima settimana sarà processato per l’accusa di omicidio.

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