Desenzano, bocciata la proposta Pd di revisione sul tema sicurezza

L'obiettivo, secondo i rappresentanti dem, era sostenere la Polizia di Stato, adeguando l'organico al sovraccarico lavorativo.

Desenzano del Garda. È stato bocciato l’inserimento, nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale, della richiesta di potenziamento dell’organico del locale Commissariato della Polizia di Stato.
«La nostra proposta voleva impegnare l’amministrazione a farsi promotrice di una revisione delle attuali piante organiche, basata sulle effettive esigenze operative e sui flussi reali del nostro territorio», dichiara il consigliere Pd Bernardo Comini. «Con questo Ordine del Giorno intendevamo sostenere la Polizia di Stato, riconoscendo l’eccellente lavoro svolto dagli agenti ma evidenziando le forti criticità legate al sovraccarico lavorativo. Basti pensare alle attività di prevenzione, alle indagini di Polizia Giudiziaria e all’imponente carico di Polizia Amministrativa che il Commissariato deve affrontare ogni giorno con un personale ridotto».
«Non si tratta di una battaglia ideologica, ma di una richiesta fatta nell’esclusivo interesse di Desenzano e dei suoi cittadini», prosegue la consigliera Pd Beatrice Gabusi. «Siamo rimasti sconcertati dalle motivazioni del presidente del Consiglio Comunale nel non ammettere il punto: si è preferito evitare il dibattito per la preoccupazione che si parlasse di sicurezza, fraintendendo deliberatamente il senso della nostra iniziativa».
«I capigruppo di maggioranza hanno votato contro senza nemmeno entrare nel merito», aggiunge il consigliere Pd Andrea Palmerini. «Nessun confronto, nessuna motivazione, nessuna alternativa proposta: eppure abbiamo presentato dati e fatti oggettivi, confermati anche dalle rappresentanze sindacali. Questo atteggiamento rappresenta anche una palese mancanza di rispetto nei confronti del lavoro e dei sacrifici delle forze dell’ordine».
A concludere sono i capigruppo Stefano Terzi (coalizione Stefano Terzi sindaco) e Maria Vittoria Papa (Partito Democratico): «Ancora una volta la maggioranza di destra si dimostra arroccata in una gestione autoreferenziale, negando ogni spazio di partecipazione propositiva alle opposizioni. Ma al di là della vicenda amministrativa, emerge un dato politico chiaro: per questa destra la sicurezza non è un tema da affrontare con investimenti, cultura del territorio e aumento concreto delle risorse, ma solo uno slogan muscolare da usare per propaganda e mai per sostenere davvero chi lavora sul campo».

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