Treni a Idrogeno, Del Bono: “Con questo piano nessun beneficio ambientale e nessun miglioramento del servizio”
Le parole del vicepresidente Consiglio Regionale in Lombardia: "Più di 400 milioni di euro per i treni a idrogeno in Valle Camonica sono una spesa inutile e irragionevole.”
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Val Camonica. In merito al progetto H2iseO, fortemente voluto dalla giunta Fontana per la rete ferroviaria Edolo-Brescia, il vicepresidente del Consiglio Regionale in Lombardia Emilio del Bono ha espresso forti critiche, parlando di una decisione assunta senza accordo con il territorio, definendo il piano “un’operazione economica e industriale che poco ha a che vedere con la volontà di implementare e potenziare il trasporto pubblico del territorio e le connessioni tra la Valle Camonica e la città.”
Del Bono ha aggiunto che “investire oltre 400 milioni per poi poter contare praticamente sullo stesso servizio ferroviario di prima, per i cittadini bresciani rimane un fatto poco comprensibile.” Il vicepresidente fa riferimento al fatto che il progetto non avrà alcun impatto sulla qualità del servizio né sulla cadenza dei treni sulla tratta, che al momento permette di rendere il trasporto ferroviario una soluzione valida per i pendolari, con pesanti ricadute sul piano ambientale.
“Andava fatto un investimento sulla rete e sul servizio prima di avventurarsi nell’acquisto di 14 treni a idrogeno. Una modalità dismessa dai sistemi ferroviari francese e tedesco che oggi hanno perfino interrotto gli acquisti da Alstom e la continuazione di tale scelta, considerando altamente diseconomico il modello ferroviario a idrogeno.
Inoltre, è bene ricordare che la gestione del treno Brescia- Iseo – Edolo, passerà nei costi gestionali annuali di Trenord, con i treni a idrogeno, dagli attuali 3 a ben 24 milioni.
Con l’interpellanza che abbiamo presentato, ci aspettiamo quindi dei doverosi chiarimenti. Rimane da parte nostra la vigilanza su una delle operazioni economiche più irragionevoli di Regione Lombardia, argomentate con motivazioni davvero poco convincenti.
Continuiamo a pensare che a tutela dei cittadini che oggi usano il treno (sempre troppi pochi) e di quelli che vorrebbero usarlo se fosse più performante, efficiente e con cadenze più funzionali e ravvicinate, servirebbe un’altra politica, quella dell’investimento sul servizio, sulla rete e sul raddoppio selettivo per rendere più veloce la percorrenza. Così come sarebbe stato più opportuno investire risorse per realizzare sottopassi che rendessero la viabilità ordinaria compatibile con il rafforzamento del servizio di linea.“, conclude Del Bono.








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