Riforma trasporti, Del Bono: “Regione Lombardia abbandona i territori e impone un centralismo spinto”
Il vicepresidente del Consiglio regionale lombardo sostiene che le modifiche alla Legge 6 del 2012 consolideranno anche a Brescia le differenze tra città e provincia.
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Brescia. Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, commenta le novità introdotte con le modifiche alla legge 6 del 2012.
“Una riforma che, di fatto, riforma non è. La Giunta Fontana mette mano alla Legge 6 del 2012 e non solo non migliora la situazione del trasporto pubblico lombardo, ma la aggrava ulteriormente. Ci aspettavamo di vedere un vero cambiamento, che fosse in linea con ciò che accade nelle principali regioni europee, nelle quali si va nella direzione di un rafforzamento del Tpl. Invece Regione Lombardia esce dai cda delle Agenzie Tpl, abbandona i territori, impone un centralismo spinto che si muoverà con le cosiddette direttive vincolanti. In estrema sintesi, se non rispetti gli ordini che arrivano da Milano ti tagliamo le risorse.
Questa fuga e questa nuova posizione porteranno un ulteriore indebolimento del trasporto pubblico locale. Così la competenza del salto di qualità del servizio ricade nelle mani dei comuni, non della Regione, come dovrebbe essere. Nel momento in cui le amministrazioni comunali sono sotto una stretta si troveranno di fronte a dei bivi.
Ancora una volta la giunta Fontana ha fatto una scelta di basso profilo che consolida le differenze tra territori e gli indebolisce.
Anche Brescia ne subirà le conseguenze. Tra città e provincia l’utilizzo del Tpl è profondamente diseguale: l’area urbana gode di un servizio pubblico che rappresenta una valida alternativa all’auto, mentre nelle basse e nelle valli serve soprattutto studenti e lavoratori, ma fuori dagli orari di punta è praticamente inesistente. Un chiaro segnale che dimostra come Regione Lombardia non abbia mai considerato il Tpl come leva di competitività e di coesione.
Ricordo inoltre che il Pd ha presentato due ordini del giorno: il primo per chiedere che si trovino le risorse affinché per 3 anni non ci sia l’aumento dei biglietti sul Tpl lombardo, il secondo per la gratuità del servizio, oltre che per la Polizia di Stato, anche per la Polizia Locale.
Con questa situazione, ciò di cui la Lombardia ha bisogno è il contrario di quanto hanno fatto la giunta Fontana e l’assessore Lucente. Il servizio di trasporto pubblico locale va potenziato, le agenzie vanno valorizzate e il sistema dei trasporti, su ferro e su gomma, deve essere integrato sotto un unico soggetto che ne programmi l’intero servizio.








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