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Brescia, in 10 mila per dire: “Basta veleni”

Domenica 10 dal parco Gallo a piazza Paolo VI cittadini, associazioni, comitati e alcuni sindaci alla manifestazione contro l'inquinamento.

Basta veleni(red.) “Basta veleni. Per il diritto alla salute e al futuro”. E’ il messaggio scritto sullo striscione che domenica 10 aprile campeggiava in testa al corteo per la manifestazione ambientale svolta lungo le vie del centro storico di Brescia. Circa 10 mila persone, tra cittadini comuni, famiglie, associazioni, comitati e alcuni sindaci hanno partecipato al percorso iniziato dal parco Gallo e fino in piazza Paolo VI. Erano presenti, con tanto di striscioni e magliette, tutte le delegazioni che da tempo si battono per le questioni ambientali legate ai loro territori, dalle discariche ai nuovi impianti di trattamento dei rifiuti, i contrari alla linea ad alta velocità dei treni, ma anche all’autostrada della Valtrompia. Il corteo ha visto il passaggio lungo il cavalcavia Kennedy, via Vittorio Emanuele II, corso Martiri della Libertà, via Porcellaga, IV Novembre, corso Zanardelli e via Mazzini fino in piazza Duomo. Ogni posizione della provincia di Brescia è stata espressa dal punto di vista dell’ambiente.
C’erano le mamme di Ghedi e Castenedolo che lottano contro le discariche, quelli della Macogna, chi si lamenta dei “veleni” a Calcinato e, tra gli altri, anche i rappresentanti di Montichiari. Delegato è stato il sindaco Mario Fraccaro alla luce del fatto che il paese viene ritenuto come la “pattumiera d’Europa” per le numerose discariche. Spazio anche ai membri di Sarezzo contro la prevista centrale a fluff. Il messaggio è stato unanime: “basta veleni e basta discariche, noi siamo artefici del nostro futuro e abbiamo diritto alla salute”. Tra i venti sindaci e rappresentanti dei comuni bresciani ha partecipato anche Emilio Del Bono per la Loggia. Il primo cittadino ha sottolineato la volontà di ridurre il consumo dei rifiuti per inviarne sempre di meno al termovalorizzatore. Una soluzione che, secondo Del Bono, potrebbe rendere inutile la terza linea di attività.

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