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Cogeme, giusto vendere ma con una gara

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    depuratore-paraticoChe ci fosse la necessità di un cambio di passo in Cogeme, lo dimostra la scarsa propensione agli investimenti in tecnologie e la bassa qualità dei servizi offerti in rapporto alle alte tariffe pagate dagli utenti, sia per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, sia per l’erogazione e depurazione dell’acqua.
    Un esempio per tutti è il mancato funzionamento del Depuratore di Paratico gestito dalla controllata di Cogeme AOB2. La cessione del 51% della Multiutility Sebino-Franciacortina, si giustificherebbe anche con la necessità di superare la lunga fase consociativo-clientelare con un conseguente appesantimento burocratico e un aumento dei costi di gestione, che ne ha impedito una gestione all’altezza dei problemi di un’area territoriale che necessita di alta qualità dei servizi ambientali.
    I Sindaci proprietari dovrebbero vincolare l’acquirente ad una chiara missione pubblica,  e al raggiungimento di obiettivi ambientali e di qualità dei servizi (raccolta rifiuti mantenendo il porta a porta, depurazione acque, metanizzazione ecc.) per evitare che sfumino anche le caratteristiche territoriali della Multiutility. Per la vendita sarebbe meglio ricorrere alla gara per evitare di contribuire alla costituzione di una concentrazione monopolista su base regionale e di creare, così, una posizione dominante, a scapito della concorrenza che danneggerebbe gli utenti che pagano già tariffe elevatissime per i servizi offerti.
    Se la gestione di beni pubblici (come l’acqua e l’uso del territorio) deve essere messa sul mercato finanziario, è meglio farlo correttamente al fine di sottrarre alla politica le gestioni opache ed inefficienti che hanno caratterizzato e caratterizzano le utility pubbliche padane.

    Dario Balotta e Silvio Parzanini Legambiente bassoSebino e Franciacorta

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