Urago Mella, commemorazione di Luca Cottarelli: «Ricordare è impegnarsi per la giustizia»

Il 17enne, venne ucciso, insieme ai genitori Angelo Cottarelli e Marzenne Topor, nell'agosto del 2006, nella cosiddetta strage di Urago Mella. Questo giovedì una cerimonia per ricordare la giovane vittima della criminalità.

Urago Mella. Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani ricorda oggi, giovedì 28 agosto, Luca Cottarelli, giovane di appena 17 anni, vittima insieme ai suoi genitori, Angelo Cottarelli e Marzenne Topor, di un efferato delitto consumatosi nella loro abitazione di Urago Mella, a Brescia, nel 2006.
«Questa giornata – viene spiegato da Romano Pesavento, presidente CNDDU – non è solo un ricordo di una vita spezzata prematuramente, ma un momento per riflettere sul fragile confine tra giustizia e ingiustizia, tra crimine organizzato e dinamiche criminali private che minano la convivenza civile».
«La vicenda della famiglia Cottarelli rappresenta una delle pagine più drammatiche della storia recente bresciana. La loro morte, determinata da contese economiche tra Angelo Cottarelli e alcuni suoi soci, culminò in un triplice omicidio premeditato, compiuto dai cugini Vito e Salvatore Marino. L’esecuzione, che prevedeva pistole e armi bianche, fu talmente crudele da segnare indelebilmente la memoria collettiva della città».

Luca Cottarelli

«Negli anni – continua Pesavento – la ricerca della verità giudiziaria ha attraversato un intricato labirinto di processi e sentenze, fra assoluzioni, condanne, annullamenti e rinvii. La Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo per Vito Marino, mentre il percorso giudiziario di Salvatore Marino continua, testimoniando quanto la giustizia, per quanto instancabile, possa essere lenta e frammentaria. Parallelamente, Dino Grusovin ha scontato una condanna definitiva a 20 anni di carcere, dopo essere stato inizialmente assolto».

Questo giovedì, Luca Cottarelli sarà ricordato a Brescia tra le 943 vittime innocenti di crimini mafiosi, in una cerimonia promossa da Libera e Avviso Pubblico. Tuttavia, come sottolinea la famiglia, questo crimine non rientra in un contesto mafioso tradizionale, ma nasce da affari illeciti e dinamiche personali, un dettaglio che non diminuisce l’orrore della vicenda, ma ne chiarisce la natura complessa e sfaccettata.
«Il CNDDU – continua la nota – invita, in questa commemorazione, a non limitarsi al ricordo individuale, ma a riflettere sul valore della giustizia, sul diritto alla sicurezza, e sull’importanza di proteggere le nuove generazioni da contesti di violenza, affinché storie come quella di Luca non si ripetano. Ricordare significa anche educare: a riconoscere i segnali della criminalità, a promuovere la cultura della legalità e a sostenere le vittime, affinché la memoria diventi strumento di cambiamento sociale. Luca Cottarelli, giovane vita spezzata, rimane simbolo della fragilità della giustizia e della necessità di un impegno costante per la tutela dei diritti umani. Nel suo ricordo, riaffermiamo il dovere civile e morale di vigilare, denunciare e non rassegnarsi mai di fronte alla violenza».

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