Festival della Pace Brescia, dal 15 al 30 novembre

Venerdì 15 novembre alle 17.30, nel Salone Vanvitelliano di Palazzo della Loggia, si terrà l’inaugurazione. Ingresso gratuito.

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    (red.) Da venerdì 15 a sabato 30 novembre torna, per la terza edizione, il Festival della Pace a Brescia. Anche quest’anno la kermesse ospiterà figure di grande rilievo che, a livello internazionale, si sono esposte per difendere i diritti umani e l’armonia tra i popoli. Quest’anno ricorrono i trent’anni dalla caduta del muro di Berlino, un evento epocale nella storia europea e mondiale. Per questo la nuova edizione del Festival sarà un’occasione per sviluppare una riflessione su quell’avvenimento cruciale e sulle conseguenze per il mondo contemporaneo.
    Venerdì 15 novembre alle 17.30, nel Salone Vanvitelliano di Palazzo della Loggia, si terrà l’inaugurazione del Festival della Pace con un approfondimento sull’Europa di ieri e di oggi e sul significato dei vecchi e dei nuovi muri che dividono la famiglia umana. All’evento parteciperanno il Presidente del Parlamento Europeo David Maria Sassoli, il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, il Presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi, il Presidente del Consiglio Comunale di Brescia Roberto Cammarata, il Presidente dell’Associazione Comuni Bresciani Gabriele Zanni e il giornalista Paolo Barbieri.

    Alle 19, all’Auditorium di Santa Giulia in via Piamarta 4, si terrà l’inaugurazione della mostra “Avremo anche giorni migliori. Zehra Doğan. Opere dalle carceri turche” a cura di Elettra Stamboulis e promossa dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei. L’anteprima per la stampa sarà alle 11.30 (via Musei 81/b). Il 24 febbraio 2019 è stata liberata dalla prigionia Zehra Doğan, artista, attivista e giornalista di origine curda, condannata in Turchia per propaganda terrorista a causa di un disegno che illustrava le distruzioni compiute dall’esercito turco. Durante la detenzione ha continuato a esprimersi con ogni mezzo, scrivendo e dipingendo anche su materiali di recupero. La mostra espone 60 opere e apre a una riflessione sul rispetto dei diritti umani, sulla libertà di pensiero e di parola, sul ruolo dell’artista nel mondo contemporaneo, sull’importanza della testimonianza.
    Alla serata parteciperanno il Presidente del Parlamento Europeo David Maria Sassoli, il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, il Presidente del Consiglio Comunale di Brescia Roberto Cammarata, il vicesindaco e assessore alla Cultura Laura Castelletti, il Presidente della Fondazione Brescia Musei Francesca Bazoli, il Direttore della Fondazione Brescia Musei Stefano Karadjov e la curatrice della mostra Elettra Stamboulis.

    Ingresso gratuito per tutta la durata del Festival della Pace
    Museo di Santa Giulia, via Musei 81/b 
    aperta dal 16 novembre 2019 al 6 gennaio 2020
    Dal 16 al 30 novembre ingresso libero. Dal 1 dicembre al 6 gennaio ingresso € 5
    Info www.bresciamusei.com – CUP 030 2977833-834 – santagiulia@bresciamusei.com
    Visite guidate ogni giovedì alle 16 e ogni domenica alle 10.30

    La visita permette di conoscere l’artista attraverso le sue opere, realizzate sotto durissime condizioni ed eseguite con materiali di riuso. Tutto per lasciare una traccia, per raccontare nell’unico modo possibile la propria vicenda e quella del suo popolo.

    Laboratori ogni sabato alle 16
    23 novembre, 21 dicembre, 4 gennaio Squarci nell’oscurità Laboratorio per adulti
    30 novembre, 14 dicembre In una macchia… il mondo Laboratorio per famiglie con bambini 5-8 anni
    7 dicembre, 28 dicembre Cronaca per immagini Laboratorio per famiglie con bambini 9-12 anni
    Costi di visite e laboratori: biglietto d’ingresso (dal 1 dicembre) + € 5 contributo per l’attività

    Alle 21, all’Auditorium San Barnaba in Corso Magenta 44/a, ci sarà lo spettacolo “La Divina Commediola” di e con Giobbe Covatta. Un reading e commmento dell’Inferno tratto dalla Divina Commedia di “Ciro” Alighieri. Il poema di Ciro è molto diverso da quello di Dante: se nell’Inferno della Divina Commedia a essere dannati e puniti per l’eternità sono i peccatori, nell’Inferno dell’opera di Ciro la dannazione e la punizione sono per le vittime dei peccatori, e le vittime in questione sono le più deboli e indifese, i bambini.

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