Capo di Ponte, GdF arresta padre e figlia usurai

L'uomo prestava i soldi con tassi di interesse fino al 62% all'anno e dava i pizzini alla figlia che teneva la contabilità. Sequestro di oltre 12 mila euro.

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(red.) Nei giorni precedenti a lunedì 21 ottobre le Fiamme Gialle della sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza di Edolo, dopo un’indagine diretta dalla procura di Brescia, hanno notificato due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emesse dal giudice delle indagini preliminari verso un uomo e la figlia, entrambi residenti a Capo di Ponte, in Valcamonica. L’inchiesta era partita da una denuncia presentata da un piccolo imprenditore agricolo dell’alta valle che nel 2013 aveva ricevuto in prestito del denaro con un tasso di interesse fino al 62% annuo, somma garantita dalla sottoscrizione di una dichiarazione di riconoscimento del debito da parte della vittima. Ad ogni mancato rispetto delle scadenze pattuite per la restituzione delle somme, questa era costretta a versare altri interessi.

In un caso, nonostante la vittima avesse pagato alcune rate del debito, l’usuraio non ha esitato a utilizzare in sede civile la dichiarazione di riconoscimento del debito, ottenendo dal tribunale di Brescia il pignoramento dei beni dell’imprenditore. La restituzione del denaro non sempre avveniva con contanti, ma anche prelevando animali destinati alla macellazione e il cui valore era destinato ad abbassare l’ammontare del debito complessivo contratto dalla vittima. Ma l’usuraio non teneva mai conto degli acconti già incassati. Le indagini eseguite dai militari della Guardia di Finanza e le perquisizioni nelle abitazioni oltre alle registrazioni dei colloqui fra gli indagati e la vittima hanno permesso di scoprire un quadro che ha indotto il giudice a firmare gli arresti.

La figlia teneva la contabilità dei prestiti erogati dal padre tramite “pizzini” che questo scriveva. E a volte lei stessa partecipava alla consegna del denaro da parte delle vittime. Nel corso dell’indagine sono stati trovati e sequestrati foglietti di block notes con appunti ed importi, titoli di credito in originale, di cui anche di una vittima che li aveva consegnati a garanzia dei prestiti erogati. Tutto era su carta dove i dati sono stati poi interpretati dalle Fiamme Gialle. Oltre all’arresto, per padre e figlia è arrivato anche il sequestro di 12.100 euro ritenuto il profitto dell’attività usuraria.

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