Siccità, Lombardia osservata speciale

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    (red.) Confagricoltura Brescia guarda con preoccupazione all’attuale fase di criticità idrica. I dati degli enti regolatori dei laghi e i bollettini idrologici dell’Arpa delineano infatti una situazione sempre più preoccupante in termini di riserve. Anche se il periodo invernale non si è ancora concluso ed una valutazione certa potrà essere fatta solo ad inizio aprile, le elevate temperature che stanno caratterizzando questi primi mesi del 2019 rischiano di compromettere una fase irrigua che presenta basi poco rassicuranti.

    Il lago d’Iseo presenta oggi un riempimento solo del 13,6% con un calo di livello 11,2 cm sotto lo zero, unito a scarsissime riserve di neve. L’afflusso è infatti del 23,1 m³/s, contro un deflusso pari a 26,8 m³/s. Il lago d’Idro presenta al contempo una disponibilità del 13%. Le piogge che hanno interessato il bacino imbrifero del lago e del fiume Chiese sono state pari al 30% del valore medio degli ultimi 15 anni e, come conseguenza, le riserve di neve sono state pari al 35%. Le temperature anomale stanno infatti provocando uno scioglimento del già modesto manto nevoso.


    Complessivamente in Lombardia, nell’area alpina e prealpina, secondo i dati dell’Arpa il manto nevoso attuale è inferiore del 26,8% rispetto alla media ed il livello dei laghi è sotto del 7,4%
    . La stagione irrigua si preannuncia quindi problematica in tutta la provincia e, nelle premesse, ricorda l’andamento delle stagioni 2007 e 2017 che hanno creato notevoli criticità nella gestione dell’acqua. In questa situazione, secondo Confagricoltura Brescia è fondamentale definire provvedimenti regionali immediati da adottare in caso di crisi per la salvaguardia delle risorse idriche.

    “Apprezziamo la decisione della giunta regionale di istituire un tavolo con tutti i protagonisti del settore – commenta Giovanni Garbelli, presidente di Confagricoltura Brescia – e ci attendiamo la sua convocazione in tempi rapidi. È necessario infatti confrontarci per trovare al più presto le soluzioni che tengano conto dei diversi interessi gravanti sull’utilizzo della risorsa idrica, mettendo in campo le risorse necessarie per gli investimenti nelle infrastrutture. A questo proposito – conclude Garbelli – è necessario ribadire non solo le priorità previste dalla legge ma soprattutto un corretto approccio che tenga conto del concetto dell’uso plurimo dell’acqua”.

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