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Delitto Urago Mella, Diva uccisa con un foulard

I segni al collo sull'86enne mostrano un caso di strangolamento. Si analizzano le ultime sue ore. Non trovato il cellulare. Verifiche sul conto corrente.

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(red.) Resta ancora avvolto nel mistero il delitto di Diva Borin, l’anziana donna di 86 anni trovata morta lo scorso sabato pomeriggio 2 marzo nella sua abitazione, in un appartamento al primo piano della palazzina di via Ballini a Urago Mella, nel bresciano. Al momento l’unico dato certo e che si aggiunge agli elementi disponibili è che la donna sarebbe stata strangolata con un foulard. E’ quanto emerge dall’autopsia effettuata all’Istituto di Medicina legale dell’ospedale Civile nelle ore successive al ritrovamento del cadavere. La donna era stata rinvenuta dall’amico badante e da una coinquilina sulla poltrona di casa e in seguito era stato dato l’allarme, che però si era rivelato inutile. La pista più acclarata è quella di un omicidio e probabilmente commesso da parte di chi conosceva la vittima.

Infatti, all’interno dell’abitazione non sono stati trovati segni di rapina o di messa a soqquadro, come nessun segno di infrazione sulla porta di ingresso. Al momento dal punto di vista delle indagini resta aperta un’inchiesta, da parte del sostituto procuratore Antonio Bassolino, per omicidio, anche se ancora senza alcun indagato. Gli agenti della Squadra Mobile della questura di Brescia sono al lavoro con la Scientifica per trovare altri eventuali elementi con cui risolvere il caso. Di certo si stanno analizzando le ultime ore di vita dell’anziana, tra telefonate e contatti. L’unico parente diretto che era tornata a frequentare dopo un periodo di liti, poi risolte, era il nipote Christian Boron, figlio del figlio della donna morto nel 1993 in un incidente stradale. Diva da qualche anno era anche vedova e viveva da sola in casa, ma restava comunque attiva come raccontano i vicini di casa.

Era ben voluta da tutti e la si vedeva spesso al mercato o dalla parrucchiera. Nel momento in cui sabato scorso è emersa la notizia del decesso e soprattutto il drammatico panorama omicida l’intero quartiere è rimasto sconvolto. A dare l’allarme, intorno alle 13, era stato proprio il badante che era appena stato al supermercato Family Market, di cui è dipendente, portandole delle scorte di acqua. Per il resto è tutto nel riserbo, compreso se da quella casa sia stato rubato qualcosa e se ci sia un eventuale testamento. Pare, comunque, che non si trovi il cellulare della donna e che al momento risulti staccato. Le indagini, quindi, vanno avanti su ogni fronte, anche analizzando il conto corrente della vittima per capire eventuali movimenti anomali. Il nipote della donna si dice sconvolto di quanto successo, mentre gli inquirenti hanno già sentito le persone più vicine alla 86enne. Appunto il badante, che si è preso qualche giorno di ferie dal supermercato, il nipote, un altro parente in Piemonte e chi la conosceva.

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