Maltempo, crolli e frane a Rovato e sull‘alto Garda

A terra le mura venete nel centro storico del paese franciacortino e nessuno è rimasto ferito. A Gargnano frana un masso dal Comer e otto case sgomberate.

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(red.) Nonostante il forte maltempo, tra bufera di vento e piogge, abbia colpito solo lo scorso 29 ottobre, altre conseguenze si stanno verificando a scoppio ritardato anche nei giorni intorno a giovedì 8 novembre. Partendo da un nuovo bilancio per quella devastazione, è stato accertato che solo in Valsaviore il vento ha abbattuto 20 mila alberi, colpendo l’abitato di Valle verso la Rasegna e da Saviore fino a Fabrezza. A questo punto il rischio è anche idrogeologico visto che il terreno privo di radici è più soggetto alle frane. Ora si sta lavorando alla messa in sicurezza di alcune zone per consentire ai residenti, attualmente bloccati, di muoversi. In alta Valtrompia, invece, da ieri, mercoledì, anche se a senso unico alternato, è stata riaperta alla circolazione la provinciale 345 verso il Maniva dove sabato 10 novembre sarà inaugurata la mostra sul recupero dei manufatti bellici della prima guerra mondiale.

Un altro fenomeno, invece, si è presentato ieri pomeriggio, mercoledì, a Rovato, ma per fortuna senza provocare feriti. Intorno alle 16,40, a causa delle infiltrazioni dovute alla pioggia, sono crollate le mura venete nel centro storico, per una dimensione di 15 metri di lunghezza e 10 di altezza. La zona è di proprietà della parrocchia di Santa Maria Assunta e di un privato in piazza Montebello, vicino a Cavour, nel cuore storico del paese. Sul posto, dopo la segnalazione, si sono mossi i vigili del fuoco con la Polizia Locale, la Protezione Civile, i tecnici e i rappresentanti del Comune per la messa in sicurezza. Tra l’altro Rovato risulta essere tra i paesi più colpiti dal maltempo per scuole, stadio del rugby e altri edifici finiti sott’acqua e tanto da chiedere almeno 4 milioni di euro di danni nello stato di calamità.

Un altro episodio, invece, è avvenuto sull’alto lago di Garda, al monte Comer a Gargnano, dove ieri all’alba un masso di 4 metri cubi è franato percorrendo via Limonaie e alcune case vicine, per poi terminare in un torrente. Sul posto è stato effettuato un sopralluogo, mentre alcuni edifici sono stati ritenuti a rischio. Per questo motivo è stata emessa un’ordinanza di sgombero per otto case abitate e per mettere in sicurezza la parete rocciosa. Infine, il maltempo ha prodotto guai anche per quanto riguarda le coltivazioni. Infatti, in Lombardia si parla di 7 milioni di euro secondo la Coldiretti regionale che indica in Brescia, Bergamo, Cremona, Como e Lecco le più danneggiate. Solo un milione è nella nostra provincia tra Valcamonica e Valsabbia.

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