(red.) Si allarga nel bresciano la forma di collaborazione, mediata dalla prefettura di Brescia e dalla questura, tra cittadini residenti nei vari paesi e le forze dell’ordine per segnalare qualsiasi episodio criminoso. Sono arrivati a trentatré gli enti locali e Comuni che hanno deciso di aderire al “Controllo di vicinato” e che lo scorso maggio aveva visto partecipare i primi quindici paesi. Ieri, mercoledì 10 ottobre, è arrivata la firma di altri 17 con l’Unione dei Comuni dell’alta Valcamonica davanti al prefetto Annunziato Vardè e al questore Vincenzo Ciarambino.

Si tratta di una forma di sicurezza partecipata che, come ha spiegato il prefetto, è nata sulla differenza tra i reati in calo e la percezione dell’insicurezza. Quindi, un’organizzazione di aiuto alle attività istituzionali delle forze di polizia con tanto di referenti scelti dai paesi e da comunicare a questura e al comando provinciale dei carabinieri. Le figure nominate saranno un collegamento tra i paesi e le forze dell’ordine e dovranno limitarsi a osservare e raccogliere e verificare le segnalazioni che provengono dal territorio.

Ma niente ronde, perché l’azione fisica di fermare e arrestare i malviventi resta in capo alle forze di sicurezza. Ai Comuni viene affidato il compito di lanciare assemblee pubbliche, individuare i referenti e farli formare per metterli a disposizione. I paesi che hanno aderito al protocollo di ieri sono Bedizzole, Calcinato, Castegnato, Cortefranca, Desenzano, Fiesse, Lonato, Monticelli Brusati, Ospitaletto, Palazzolo, Polaveno, Puegnago, Roncadelle, Rodengo Saiano, San Felice del Benaco, Travagliato, Villa Carcina, Incudine, Monno, Ponte di Legno, Temù, Vezza d’Oglio, Vione.

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2 Commenti

  1. Buongiorno, mi permetto di ridere sopra questa iniziativa, ridere per non piangere. Siamo il paese delle iniziative, poi, segnali per ben 2 volte un’auto ai Vigili Urbani di Brescia, con assicurazione scaduta occupante la rampa di accesso a un parco per handicappati e dopo 10 giorni è ancora lì.